Economia

A febbraio Pil stimato -0,1% annuo

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A febbraio Pil stimato -0,1% annuo

A inizio 2019 le difficoltà dell’economia e le aspettative di crescita incerte tornano a condizionare negativamente i consumi delle famiglie. Questa situazione di permanente debolezza nei principali indicatori porta a stimare per il mese di febbraio una variazione congiunturale nulla del Pil mensile. Un dato che porterebbe a una decrescita del -0,1% rispetto allo stesso periodo del 2018.

A dicembre 2018, al netto dei fattori stagionali, la produzione industriale ha subito un ulteriore calo del -0,8% su base mensile, e del 5,4% su base annua. A gennaio 2019, quindi, la fiducia ha mostrato andamenti decrescenti tra le imprese e leggermente crescenti per i consumatori.

La fiducia delle imprese a gennaio ridotta dello 0,5%

A dicembre 2018 l’occupazione non ha registrato variazioni di rilievo rispetto al mese precedente, ma nel confronto annuo permane in moderata crescita (+0,1% su base mensile, +0,9% su base annua).  Da quanto emerge dal rapporto Congiuntura di Confcommercio a gennaio il sentiment delle imprese, in linea con un quadro economico non favorevole, si è ridotto dello 0,5%. Anche la fiducia delle imprese al dettaglio è peggiorata del -2,1% su dicembre, mentre il clima di fiducia delle famiglie ha registrato un miglioramento dello 0,7%.

L’ ICC torna stazionario

Gli andamenti degli ultimi mesi sembrano quindi suggerire come il recupero di ottobre e novembre abbia rappresentato più un fatto episodico, concentrato in alcuni segmenti di spesa come gli elettrodomestici e l’elettronica di consumo. Un recupero favorito da bassi prezzi e iniziative promozionali piuttosto che dall’inizio di una fase di miglioramento della domanda. A gennaio 2019 l’indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) ha infatti segnato una diminuzione dello 0,3% in termini congiunturali e un aumento dell’1,1% nel confronto con lo stesso mese del 2018. In termini di media mobile a tre mesi, dopo il recupero degli ultimi periodi l’indicatore è tornato stazionario.

Unica variazione positiva beni e servizi ICT

La diminuzione dello 0,3% registrata in termini congiunturali dall’ICC a gennaio è sintesi di una flessione dello 0,2% della domanda relativa ai servizi e dello 0,3% per i beni, riporta Italpress. L’unica variazione positiva ha riguardato le spese per beni e servizi per le comunicazioni (+0,6% su dicembre), sul cui andamento continua a influire il favorevole andamento della domanda per i beni ICT. Per contro, la diminuzione più significativa si è registrata per i beni e servizi per la mobilità (-1,7%), sui quali ha pesato l’andamento non positivo della domanda di autovetture. In diminuzione anche la spesa per alberghi e consumazioni fuori casa (-0,4% su dicembre).

Economia

Lavoro, nel periodo gennaio-novembre 2018 +5% di assunzioni nel settore privato

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Lavoro, nel periodo gennaio-novembre 2018 +5% di assunzioni nel settore privato

Il 2018 si è chiuso con una certa dinamicità del mercato del lavoro, almeno nel settore privato. Lo segnala l’INPS, che ha monitorato le assunzioni complessive nel lasso di tempo gennaio-novembre 2018. L’Istituto nazionale di previdenza sociale ha rivelato che nel periodo in esame, in riferimento ai soli datori di lavoro privati, le assunzioni sono state 6.890.000. Si tratta di un aumento del 5% ( pari a 325.000 unità in più ) rispetto allo stesso periodo del 2017.

Aumentano tutte le tipologie di contratti

Dai dati dell’INPS, risultano in crescita tutte le componenti: i contratti a tempo indeterminato vedono un aumento del +5,9%, i contratti a tempo determinato del +4,3%, i contratti di apprendistato del +11,9%, i contratti stagionali del +6,3%, i contratti in somministrazione del +2,4% e i contratti intermittenti del +7,7%. Per le assunzioni in somministrazione e a tempo determinato la fase di crescita si è conclusa ad agosto 2018. Positivo andamento anche per le trasformazioni da tempo determinato a tempo indeterminato: nello stesso periodo l’incremento registrato è del +69,3%, pari a 186.000 unità. In controtendenza i rapporti di apprendistato confermati alla conclusione del periodo formativo, che sono invece in diminuzione: -15,0%, -10.000.

Crescono anche le cessazioni
Le cessazioni nel complesso sono state 6.265.000, in aumento rispetto all’anno precedente (+8,8%, +508.000). Un fenomeno che si registra fortemente in tutte le tipologie di rapporti a termine a partire dai contratti a tempo determinato (+15%) per arrivare ai contratti intermittenti (+30%), mentre diminuiscono le cessazioni riferite ai rapporti a tempo indeterminato (-3,5%, -52.000).

Il saldo nel settore privato

Nel periodo gennaio-novembre 2018, nel settore privato, si registra un saldo, tra assunzioni e cessazioni, pari a +625.000, inferiore a quello del corrispondente periodo del 2017 (+807.000). Su base annua, considerando la differenza tra assunzioni e cessazioni per il periodo 1 dicembre 2017-30 novembre 2018, il saldo coincide con la variazione tendenziale delle posizioni di lavoro. A fine novembre 2018 esso risultava positivo e pari a +283.000, in  calo rispetto a quello registrato ad ottobre (+314.000). I saldi tendenziali per le diverse tipologie contrattuali attestano un andamento sempre più positivo per i rapporti di lavoro a tempo indeterminato (+134.000) e per l’apprendistato (+80.000). La consistenza dei lavoratori impiegati con Contratti di Prestazione Occasionale (CPO), a novembre 2018 si attesta intorno alle 18.000 unità (erano poco più di 15.000 a novembre 2017); l’importo medio mensile lordo della loro remunerazione effettiva risulta pari a circa 240 euro.

Acquisti

20 Regali di Natale, il 68% sono falsi

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20 Regali di Natale, il 68% sono falsi

La paura delle frodi online e dei falsi è sempre presente, in particolare durante il periodo di Natale, quando la corsa agli acquisti si fa più intensa. Il 45% dei consumatori teme infatti di comprare prodotti falsi come regalo di Natale, il 46% è preoccupato di utilizzare la propria carta di credito online e il 53% non acquista tramite i social media. Ma nonostante i timori e le cautele dei consumatori, uno su tre (30%) ha inavvertitamente acquistato un prodotto falso, e il 68% dei prodotti contraffatti risultano comprati proprio come regali di Natale. I contraffattori stanno quindi traendo vantaggio dal Natale, almeno secondo la nuova ricerca di MarkMonitor, l’azienda specializzata nella protezione del brand aziendale.

Un maggior livello di consapevolezza

La ricerca ha coinvolto 2600 consumatori tra Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Francia e Italia, per valutare il comportamento nei confronti dello shopping online, l’acquisto di prodotti contraffatti e il ruolo dei brand. I risultati mostrano che nonostante non tutti gli acquisti di Natale vengano fatti online, i consumatori spendono la maggior parte del loro denaro sui marketplace (37%) e sui siti ufficiali dei brand (17%), mentre il 38% spende la maggior parte del proprio budget di Natale nei negozi fisici.

I consumatori, però, hanno dimostrato un maggior livello di consapevolezza in termini di sicurezza quando effettuano acquisti sui marketplace online (88%), tramite i link nei risultati di ricerca (63%) e sulle app degli smartphone (59%).

Sui marketplace il 26% degli acquisti di prodotti contraffatti

Chi ha acquistano inconsapevolmente prodotti contraffatti lo ha fatto proprio sui marketplace (26%), tramite app su smartphone (17%), basandosi sui risultati dei motori di ricerca (13%), e su post sponsorizzati sui social media (11%). Ciò si verifica a dispetto del fatto che molti canali, come ad esempio i marketplace, abbiano in atto programmi per mitigare il rischio di vendita di prodotti contraffatti.

“I consumatori stanno diventando più accorti nel loro comportamento d’acquisto online, tuttavia non è ancora abbastanza – conferma Chrissie Jamieson, Vice President Marketing di MarkMonitor -.Sono tuttora vittime dei contraffattori, vengono ingannati e indotti a comprare prodotti falsi”.

Un rischio anche per la salute

La ricerca mostra che la maggioranza dei consumatori truffati (88%) crede che i brand dovrebbero fare di più per proteggerli. “Gli acquirenti stanno spendendo sempre più soldi online, il che aumenta il rischio di frodi o di comprare inavvertitamente un prodotto contraffatto continua Jamieson -. Questo mette in evidenza la natura onnicomprensiva della protezione del brand attraverso tutti i canali, anche quelli ritenuti più affidabili dai consumatori”.

Molti prodotti contraffatti di elettronica, cosmetica e giocattoli, rappresentano un rischio per la salute e il benessere dei consumatori. Un motivo in più per evitare i “falsi”.

Acquisti

Il Tax Free Shopping cala in Europa, ma in 7 anni raddoppia i volumi del Lusso

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Il Tax Free Shopping cala in Europa, ma in 7 anni raddoppia i volumi del Lusso

Global Blue traccia le tendenze del mercato nei primi nove mesi del 2018. Con l’obiettivo di analizzare le dinamiche di acquisto dei turisti extra-UE Global Blue ha determinato le evoluzioni delle transazioni Tax Free nei tre principali segmenti di riferimento, Luxury, Premium e Mass. In linea con le dinamiche di arrivi turistici e i profili dei Globe Shopper, si è assistito a una flessione nei segmenti Luxury (-8%), e Premium (-10%), mentre il segmento Mass risulta invariato rispetto allo scorso anno. Negli ultimi sette anni però in Europa il Tax Free Shopping ha rappresentato uno dei principali driver di crescita del settore Lusso, raddoppiando il suo volume.
Meno transazioni, ma più valore per lo scontrino medio
Nei primi nove mesi del 2018 l’Europa ha registrato un calo delle vendite Tax Free (-6%) rispetto al medesimo periodo del 2017. In particolare, il Tax Free Shopping ha rallentato in Italia (-8%), Gran Bretagna (-8%), Spagna (-8%) e Germania (-13%).
In controtendenza la Francia, unico Paese europeo nel quale le vendite Tax Free hanno registrato un segno positivo (+1%), grazie soprattutto agli acquisti dei Globe Shopper appartenenti ai segmenti Elite (2,2%) e Frequent (17,7%) meno sensibili alle oscillazioni valutarie, riporta askanews.
A fronte del minor numero di transazioni i dati Global Blue hanno registrato però un aumento del valore dello scontrino medio europeo (+2%).
I Millennials protagonisti del Tax Free Shopping francese
Nel 2017 i Millennials sono stati i principali fautori dell’incremento del Tax Free Shopping francese. Con un’età compresa fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 31% del totale dei Globe Shopper, con un potere di acquisto che nel 2017 ha registrato un +17% sul 2016. Nel 2017 la spesa annuale in Tax Free dei Millennials appartenenti alla categoria Infrequent è stata pari a circa 1.700 euro (+10% vs 2016), quella dei Frequent a 4.000 euro (+17% vs 2016), e oltre 51.000 euro (+10% vs 2016) quella della categoria Elite.
Le nazionalità dei Globe Shopper
Nei primi nove mesi del 2018 i protagonisti del Tax Free Shopping sono i Globe Shopper cinesi. Seppure in lieve calo (-4% rispetto al 2017), rappresentano il 29% del totale degli acquisti effettuati in Europa. Il Vecchio Continente continua a essere meta di shopping anche per i viaggiatori provenienti dai Paesi del Golfo (11%), e per quelli in arrivo dalla Russia (8%). Nel periodo gennaio-settembre 2018, eccezion fatta per i turisti russi, i Globe Shopper hanno prediletto la Francia come destinazione di viaggio rispetto agli altri Paesi tradizionalmente considerati mete di shopping. E l’Italia è il paese che ha scontato maggiormente la frenata dello shopping dei viaggiatori del Middle East (-16%).

Economia

Millennials e lavoro: più fiducia nel futuro

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Millennials e lavoro: più fiducia nel futuro

I millennials hanno fiducia nel futuro, sono capaci di adattarsi rapidamente a innovazioni e cambiamenti, e sanno cogliere tutte le opportunità della Gig Economy. Soprattutto per quanto riguarda il futuro del mondo del lavoro.

La conferma arriva dal report pubblicato da CornerJob, l’app per il mobile recruitment, basato sui risultati di una ricerca condotta a giugno 2018 su 1,2 milioni di utenti di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Secondo i risultati della ricerca infatti, nonostante l’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) registri negli ultimi cinque anni un calo del 53% circa nelle retribuzioni dei lavoratori, il 74% degli intervistati è convinto che il mercato del lavoro cambierà in meglio.

Mobile recruiting e soft skills: come trovare un’occupazione stimolante

I giovani del terzo millennio concepiscono il lavoro come un naturale proseguimento del percorso iniziato tra i banchi di scuola. Al punto che per il 65% degli intervistati l’esperienza aziendale viene anteposta al conseguimento di un diploma universitario. E poiché il loro l’habitat naturale è digitale, riporta Adnkronos, il 77% si affida al mobile recruiting per la ricerca di un impiego. Il modo più diretto e concreto di cercare un’occupazione. L’85% degli intervistati, poi, privilegia un ambiente di lavoro stimolante a condizioni retributive vantaggiose. E, in generale, pensa che le soft skills contino quanto le competenze tecniche.

Qualcosa (non) è cambiato

Se la stabilità economica e la crescita professionale restano due priorità (52%), per i millennials queste non sono necessariamente legate all’esigenza di formare un nucleo familiare (obiettivo per il 10% degli intervistati). E nonostante siano abituati all’idea di un probabile nomadismo professionale, il 72% dichiara di voler restare nella stessa azienda per più di cinque anni. Tanto che il job hopping (cambiare lavoro più o meno ogni sei mesi) interessa solo al 14% degli intervistati. Insomma, pur tenendo in considerazione valori come work-life balance, flessibilità e smart working, i millennials cercano un contratto full-time (63%).

Recuperare i valori del passato adattandoli alla grammatica contemporanea

La popolazione che entro il 2020 rappresenterà più della metà della forza lavoro a livello globale non ha rinunciato al sogno rivoluzionario della cultura digitale iper-connessa e always-on. Ma ha ben compreso che il quadro socioeconomico si sta evolvendo a una velocità diversa da quella prevista.

Consapevoli e inclini alle trasformazioni, i millennials non si perdono d’animo, e non hanno paura di cambiare idea. Anche se ciò potrebbe significare recuperare, pur rileggendoli con la grammatica contemporanea, alcuni valori chiave della generazione che li ha preceduti.

Economia

Il trasporto aereo fa volare l’economia mondiale

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Il trasporto aereo fa volare l’economia mondiale

Un giro d’affari di 2.700 miliardi di dollari, pari al 3,6% dell’intera economia mondiale. Sono i numeri del trasporto aereo, un settore che fa volare l’economia globale. Lo ha reso noto la Iata, l’Associazione internazionale del trasporto aereo, in un rapporto dal titolo Aviazione: benefici oltre i confini.

Il report analizza l’importanza del trasporto aereo nella società civile, e affronta l’impatto economico, sociale e ambientale dell’industria a livello globale.

“Pensiamo a come i progressi nel trasporto aereo  hanno cambiato il modo in cui le persone e le imprese siano collegate tra loro – commenta Michael Gill, direttore esecutivo Iata -. Gli obiettivi raggiunti sono straordinari. Più gente in più parti del mondo di quanto mai sia stato in precedenza si avvantaggia di poter viaggiare rapidamente e in sicurezza”.

Due scenari possibili per la crescita del settore

Il rapporto prende in esame due scenari possibili per la crescita complessiva del settore. Nel caso di un approccio improntato al libero scambio Iata prevede che per il 2036 la crescita porterebbe il numero dei posti di lavoro a 97,8 milioni, per un giro d’affari di 5.700 miliardi di dollari. Nel caso in cui invece prevalessero le spinte politiche isolazioniste ci sarebbero 12 milioni di posti di lavoro in meno, e il calo del giro d’affari sarebbe pari a 1.200 miliardi di dollari, riporta Askanews.

Nel 2017 le tariffe aeree sono scese del 90% rispetto al 1950

Altri dati contenuti nel rapporto evidenziano che il trasporto aereo movimenta il 35% del commercio mondiale in valore (6.000 miliardi di dollari nel 2017), ma meno dell’15% in volume (62 milioni di tonnellate nel 2017). Sempre nel 2017 le tariffe aeree, in valore attualizzato, erano il 90% più basse rispetto a quelle del 1950, e ciò ha permesso l’accesso ai viaggi aerei a un numero di persone molto più elevato. Tanto che oggi il 57% dei turisti di tutto il mondo raggiunge le proprie destinazioni in aereo.

I lavoratori del settore sono 4,4 volte più produttivi

A livello mondiale, si legge ancora nel report di Iata, sono operative 1.303 compagnie aeree che in totale dispongono di 31.717 aerei, attivi su 45.091 rotte fra nazionali e internazionali. Gli aeroporti in tutto il mondo sono 3.759, e gli enti di assistenza al volo 170. Quanto al numero di posti di lavoro, a livello mondiale il settore ne conta 65,5 milioni, di cui10 milioni in maniera diretta.

Non è tutto, perché la produttività dei lavoratori del trasporto aereo è in media 4,4 volte superiore a quella degli altri settori industriali.

Acquisti

Acqua pura anche in ufficio con i dispenser IWM

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La corretta idratazione è una condizione essenziale per il benessere fisico e quello del nostro organismo. Bere la giusta quantità d’acqua è infatti essenziale anche ad aiutare a  mantenere alto il livello di energie e concentrazione durante l’orario di lavoro. Ecco perché è importante bere spesso nel corso della giornata e dunque non solo durante i pasti ma anche durante l’orario di lavoro. Spesso però, la necessità di bere si scontra con il sapore troppo forte che di norma caratterizza l’acqua dei boccioni solitamente presenti negli uffici. Ciò spinge i dipendenti ad evitare di bere o a preferire bevande gasate che di certo non fanno bene e sicuramente non sono in grado di dissetare come l’acqua, a causa degli zuccheri che contengono. I boccioni inoltre, hanno lo svantaggio di essere difficili da trasportare e da movimentare, oltre ad avere un costo al litro non indifferente ed in grado di incidere sui costi di gestione di ogni azienda o ufficio.

La soluzione pratica e conveniente è quella di adottare uno dei dispenser acqua ufficio che IWM propone, i quali filtrano direttamente l’acqua del rubinetto eliminando ogni impurità ed offrendo un’acqua assolutamente bilanciata e sicura. È inoltre possibile avere acqua fredda o calda a piacimento, così come un’ottima acqua gasata o del ghiaccio se lo si preferisce, andando incontro ai desideri di tutti. Il risparmio è notevole considerando che l’acqua del rubinetto è decisamente più economica rispetto quella dei boccioni, che vanno poi smaltiti secondo quanto previsto dalle normative dei singoli comuni dopo il loro utilizzo, ma che troppo spesso vengono purtroppo riciclati a discapito della salute dei fruitori. I dispenser IWM consentono invece ai tuoi dipendenti di bere tutta l’acqua che desiderano personalizzandola in base ai loro gusti, con la certezza di bere sere dell’ottima acqua utile anche a migliorare la produttività del’intero ufficio.

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Scuola, quest’anno si spende di più. Oltre 1.000 euro per libri e zaini

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Scuola, quest’anno si spende di più. Oltre 1.000 euro per libri e zaini

Per le famiglie il rientro a scuola sarà una vera stangata. Federconsumatori calcola che per corredi scolastici quest’anno si spenderanno intorno ai 526 euro a studente (+0,8% rispetto al 2017), e poco più di 456 euro per i libri e 2 dizionari. In questo caso, dichiara Federconsumatori, l’1,1% in meno rispetto all’anno scorso.

Secondo Codacons, tra corredo e libri di testo la spesa complessiva potrà facilmente superare i 1.100 euro a studente. Più pesanti quindi gli aumenti per astucci, zaini e materiale scolastico, ma secondo il Codacons, anche per i libri di testo.

Per un astuccio griffato la spesa arriva a 40 euro

In base alle stime l’associazione per i diritti dei consumatori calcola per il corredo scolastico (penne, diari, quaderni, zaini, astucci…) rispetto al 2017, un incremento medio del +2%, rincaro che raggiunge il +4% per il materiale “griffato”, ossia le marche più richieste dai giovanissimi perché legate a squadre sportive, cartoni animati, bambole o personaggi e serie famosi.

Il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 120 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva quest’anno a 40 euro, sostiene il Codacons. Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che sfiora i 20 euro per le marche più note, riporta Ansa.

Codacons prevede un esborso maggiore per i libri rispetto lo scorso anno

Se il costo dei libri di testo è variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola, contrariamente a Federconsumatori, che parla di un leggero risparmio il Codacons smentisce la possibilità di sensibili riduzioni. Anzi, prevede un esborso economico maggiore rispetto lo scorso anno scolastico. Tuttavia, spiega l’associazione, anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente, e abbattere i costi del 40%.

Alcuni consigli per abbattere la spesa

Seguendo alcuni consigli, risparmiare si può. Ad esempio, non inseguire le mode. In tal modo per il corredo si può spendere meno acquistando prodotti di identica qualità, basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose.

Nei supermercati inoltre si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria, e rinviare gli acquisti non necessari può essere una buona idea. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, infatti, aspettando, si risparmia.

Per i materiali più tecnici (dal compasso ai dizionari) è poi bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti.

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Strisce led per decorare casa

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Le strisce led sono un’ottima idea per riuscire ad illuminare ed enfatizzare un determinato angolo di casa che al momento è poco valorizzato. Apportare delle strisce led oggi va di gran moda in qualsiasi tipo di ambiente, grazie anche al gradevole impatto estetico che la luce è in grado di creare soprattutto quando questa viene posta ad esempio sotto le mensole o sopra i piani cottura, i quali cambiano letteralmente volto e diventano molto più belli da guardare e da vivere. Esse non vengono installate dunque esclusivamente con l’intento di portare della luce laddove questa scarseggia, ma hanno un aspetto decorativo oggi sempre più tenuto in considerazione dagli interior designers di tutto il mondo. Installarle è davvero semplice e non è nemmeno necessario contattare un tecnico, in quanto quelle che trovi su lucefaidate.it sono dotate anche di un utilissimo lato adesivo che ti consente di fissarle esattamente su qualsiasi superficie senza la necessità di ricorrere a viti, trapano e simili.

La loro grande flessibilità inoltre, consente di poterle applicare praticamente dappertutto, anche sugli angoli, e sono disponibili sia a luce fredda che calda così da consentirti di personalizzare ogni ambiente esattamente nella maniera che preferisci. Le strisce led sono vendute in bobine della lunghezza che va da 2.5 a 5 metri, con il grande vantaggio di poterle tagliare se hai bisogno di strisce più piccole, con una dimensione minima che è pari a 3, 5 o 10 centimetri in base al modello prescelto. Alcuni di questi vantano anche un kit di regolazione radiocomandato, che ti consente di controllare a distanza quella che è l’intensità della luce che preferisci così da creare ogni volta l’atmosfera perfetta in base al tuo umore del momento o alla situazione. Sei pronto per arricchire ogni angolo di casa con le ottime strisce led?

Economia

Se la ripresa italiana perde slancio il 2019 sarà al ribasso

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Se la ripresa italiana perde slancio il 2019 sarà al ribasso

Le stime dei modelli di breve periodo dell’Ufficio parlamentare di bilancio, segnalano un rallentamento dell’attività economica, che si potrebbe protrarre nel corso dell’estate, determinando un lieve peggioramento delle previsioni di crescita per l’anno in corso. E, in considerazione del minor effetto di trascinamento, influenzando anche i risultati del 2019. L’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) conferma il cambio di marcia del Paese. E come si legge nella nota sulla congiuntura a luglio, questa inversione di tendenza, seppure in linea con l’andamento delle maggiori economie avanzate, fa sì che la ripresa economica in Italia abbia “parzialmente perso slancio”, e rischi di avere un ”effetto trascinamento” anche sul 2019.

Nel primo trimestre 2018 buon andamento dei consumi ma calo di investimenti

Nella media del 2018, l’espansione del Pil si attesterebbe all’1,3%, lievemente al di sotto della previsione Upb dello scorso maggio, che risultavano pari all’1,4%. Per effetto della minor crescita acquisita poi anche l’incremento previsto per il 2019 registrerebbe una correzione al ribasso, con una crescita del Pil di poco superiore all’1%, riferisce Adnkronos.

Nei primi mesi dell’anno, osserva ancora la nota dell’Upb, ”a un buon andamento dei consumi ha fatto riscontro quello negativo di investimenti ed esportazioni”. Nonostante un leggero calo del potere di acquisto delle famiglie (0,2% nel primo trimestre) la dinamica dei consumi ha registrato però un recupero nel primo trimestre dell’anno (0,4% in termini congiunturali).

Una battuta d’arresto che riassorbe i progressi conseguiti nel 2017

Questo andamento positivo nei consumi, aggiunge l’Upb, ”ha beneficiato del clima di fiducia delle famiglie e delle dinamiche occupazionali, che consolidandosi potrebbero continuare a sostenere nel breve termine i piani di spesa delle famiglie”.

Nei primi tre mesi dell’anno, inoltre, la dinamica congiunturale dell’accumulazione del capitale ha subito una battuta d’arresto dell’1,4%, riassorbendo quindi parte dei progressi conseguiti nel 2017.

L’export italiano cala del 2,1%

A pesare sulle decisioni di investimento, secondo l’Upb, ”ha verosimilmente influito l’incertezza relativa al prolungamento per quest’anno delle agevolazioni fiscali per l’acquisto di impianti e macchinari, in contrazione del 2,4% nei primi tre mesi del 2018”.

Inoltre, sottolinea l’Ufficio parlamentare di bilancio, “le prospettive di breve termine, secondo le più recenti indagini sugli ordini dall’estero, restano deboli”. È risultato negativo infatti anche l’apporto all’attività economica da parte degli scambi con l’estero. Nel primo trimestre del 2018 il volume delle esportazioni, che risultava in crescita dalla metà del 2016, ha scontato un calo del 2,1 %.