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Il Tax Free Shopping cala in Europa, ma in 7 anni raddoppia i volumi del Lusso

Posted by Valentina Beretta on
Il Tax Free Shopping cala in Europa, ma in 7 anni raddoppia i volumi del Lusso

Global Blue traccia le tendenze del mercato nei primi nove mesi del 2018. Con l’obiettivo di analizzare le dinamiche di acquisto dei turisti extra-UE Global Blue ha determinato le evoluzioni delle transazioni Tax Free nei tre principali segmenti di riferimento, Luxury, Premium e Mass. In linea con le dinamiche di arrivi turistici e i profili dei Globe Shopper, si è assistito a una flessione nei segmenti Luxury (-8%), e Premium (-10%), mentre il segmento Mass risulta invariato rispetto allo scorso anno. Negli ultimi sette anni però in Europa il Tax Free Shopping ha rappresentato uno dei principali driver di crescita del settore Lusso, raddoppiando il suo volume.
Meno transazioni, ma più valore per lo scontrino medio
Nei primi nove mesi del 2018 l’Europa ha registrato un calo delle vendite Tax Free (-6%) rispetto al medesimo periodo del 2017. In particolare, il Tax Free Shopping ha rallentato in Italia (-8%), Gran Bretagna (-8%), Spagna (-8%) e Germania (-13%).
In controtendenza la Francia, unico Paese europeo nel quale le vendite Tax Free hanno registrato un segno positivo (+1%), grazie soprattutto agli acquisti dei Globe Shopper appartenenti ai segmenti Elite (2,2%) e Frequent (17,7%) meno sensibili alle oscillazioni valutarie, riporta askanews.
A fronte del minor numero di transazioni i dati Global Blue hanno registrato però un aumento del valore dello scontrino medio europeo (+2%).
I Millennials protagonisti del Tax Free Shopping francese
Nel 2017 i Millennials sono stati i principali fautori dell’incremento del Tax Free Shopping francese. Con un’età compresa fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 31% del totale dei Globe Shopper, con un potere di acquisto che nel 2017 ha registrato un +17% sul 2016. Nel 2017 la spesa annuale in Tax Free dei Millennials appartenenti alla categoria Infrequent è stata pari a circa 1.700 euro (+10% vs 2016), quella dei Frequent a 4.000 euro (+17% vs 2016), e oltre 51.000 euro (+10% vs 2016) quella della categoria Elite.
Le nazionalità dei Globe Shopper
Nei primi nove mesi del 2018 i protagonisti del Tax Free Shopping sono i Globe Shopper cinesi. Seppure in lieve calo (-4% rispetto al 2017), rappresentano il 29% del totale degli acquisti effettuati in Europa. Il Vecchio Continente continua a essere meta di shopping anche per i viaggiatori provenienti dai Paesi del Golfo (11%), e per quelli in arrivo dalla Russia (8%). Nel periodo gennaio-settembre 2018, eccezion fatta per i turisti russi, i Globe Shopper hanno prediletto la Francia come destinazione di viaggio rispetto agli altri Paesi tradizionalmente considerati mete di shopping. E l’Italia è il paese che ha scontato maggiormente la frenata dello shopping dei viaggiatori del Middle East (-16%).

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Economia

Millennials e lavoro: più fiducia nel futuro

Posted by Valentina Beretta on
Millennials e lavoro: più fiducia nel futuro

I millennials hanno fiducia nel futuro, sono capaci di adattarsi rapidamente a innovazioni e cambiamenti, e sanno cogliere tutte le opportunità della Gig Economy. Soprattutto per quanto riguarda il futuro del mondo del lavoro.

La conferma arriva dal report pubblicato da CornerJob, l’app per il mobile recruitment, basato sui risultati di una ricerca condotta a giugno 2018 su 1,2 milioni di utenti di età compresa tra i 18 e i 35 anni. Secondo i risultati della ricerca infatti, nonostante l’Organizzazione internazionale del lavoro (Ilo) registri negli ultimi cinque anni un calo del 53% circa nelle retribuzioni dei lavoratori, il 74% degli intervistati è convinto che il mercato del lavoro cambierà in meglio.

Mobile recruiting e soft skills: come trovare un’occupazione stimolante

I giovani del terzo millennio concepiscono il lavoro come un naturale proseguimento del percorso iniziato tra i banchi di scuola. Al punto che per il 65% degli intervistati l’esperienza aziendale viene anteposta al conseguimento di un diploma universitario. E poiché il loro l’habitat naturale è digitale, riporta Adnkronos, il 77% si affida al mobile recruiting per la ricerca di un impiego. Il modo più diretto e concreto di cercare un’occupazione. L’85% degli intervistati, poi, privilegia un ambiente di lavoro stimolante a condizioni retributive vantaggiose. E, in generale, pensa che le soft skills contino quanto le competenze tecniche.

Qualcosa (non) è cambiato

Se la stabilità economica e la crescita professionale restano due priorità (52%), per i millennials queste non sono necessariamente legate all’esigenza di formare un nucleo familiare (obiettivo per il 10% degli intervistati). E nonostante siano abituati all’idea di un probabile nomadismo professionale, il 72% dichiara di voler restare nella stessa azienda per più di cinque anni. Tanto che il job hopping (cambiare lavoro più o meno ogni sei mesi) interessa solo al 14% degli intervistati. Insomma, pur tenendo in considerazione valori come work-life balance, flessibilità e smart working, i millennials cercano un contratto full-time (63%).

Recuperare i valori del passato adattandoli alla grammatica contemporanea

La popolazione che entro il 2020 rappresenterà più della metà della forza lavoro a livello globale non ha rinunciato al sogno rivoluzionario della cultura digitale iper-connessa e always-on. Ma ha ben compreso che il quadro socioeconomico si sta evolvendo a una velocità diversa da quella prevista.

Consapevoli e inclini alle trasformazioni, i millennials non si perdono d’animo, e non hanno paura di cambiare idea. Anche se ciò potrebbe significare recuperare, pur rileggendoli con la grammatica contemporanea, alcuni valori chiave della generazione che li ha preceduti.

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