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Aumentano gli attacchi di cybercrime, nel mirino la Sanità

Posted by Valentina Beretta on
Aumentano gli attacchi di cybercrime, nel mirino la Sanità

I dati del Rapporto Clusit sui primi sei mesi del 2019 parlano chiaro, gli atti di cybercrimine sono in aumento, e tra i settori più colpiti c’è quello della Sanità.

Il cybercrime, ovvero gli attacchi informatici compiuti per estorcere denaro, sono la principale causa delle aggressioni informatiche a livello mondiale, di cui rappresentano l’85%, e nel periodo considerato dal Rapporto segnano un +3,8% rispetto al primo semestre 2018. “Siamo a due minuti dalla mezzanotte” è la metafora apocalittica degli esperti. Le tecniche usate? Phishing, social engeneering e il malware semplice, ancora l’arma più diffusa.

“Mai questo settore è stato così bersagliato”

Tra i settori più bersagliati al primo posto c’è appunto la Sanità, con 97 attacchi gravi su 757 globali, pari a un aumento del 31%. Riguardo il settore della Sanità, osservano gli esperti del Clusit, dal 2011, anno della pubblicazione del primo Rapporto, “mai questo settore è stato così bersagliato”. Il numero di casi censiti, soprattutto con finalità di cybercrime e furto di dati personali, è aumentato infatti del 98% rispetto al 2017. Al secondo posto della classifica dei settori più colpiti si trova il settore della Grande Distribuzione Organizzata (GDO) e retail, che segnano un incremento degli attacchi del 40%, mentre diminuiscono gli attacchi gravi verso le categorie Government e Banking-Finance, riporta Ansa.

Phishing e social engineering, +104,8% rispetto al primo semestre 2018

Il rapporto Clusit, presentato a Verona in occasione del mese della sicurezza informatica, evidenzia ancora una volta che per conseguire la gran parte dei loro obiettivi i cyber-aggressori fanno affidamento soprattutto sull’efficacia di malware (virus malevolo) “semplice”, prodotto industrialmente a costi decrescenti. Il malware è in crescita “solo” del 5,1%, ma resta saldamente al primo posto in termini assoluti, rappresentando il 41% del totale, contro il 38% del primo semestre 2018. A crescere molto sono le tecniche di phishing e social engineering, ovvero lo studio del comportamento di una persona al fine di carpire informazioni. Questi due vettori d’attacco mostrano infatti una crescita addirittura del 104,8% rispetto al primo semestre 2018.

“Realizzare attacchi gravi con relativa semplicità e a costi molto bassi”

 “Il fatto che le tecniche di attacco più banali rappresentino ancora il 63% del totale implica che gli attaccanti possono realizzare attacchi gravi di successo contro le loro vittime con relativa semplicità e a costi molto bassi, oltretutto decrescenti – spiega Andrea Zapparoli Manzoni, membro del Comitato Direttivo Clusit -. Questo conferma ancora una volta quanto sia fondamentale e urgente investire anche sul fattore umano”.
   

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