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I consumatori consapevoli si adattano a inflazione e interruzione forniture

Posted by Valentina Beretta on
I consumatori consapevoli si adattano a inflazione e interruzione forniture

Gli ultimi due anni hanno messo alla prova la resilienza dei consumatori, che però continuano ad adattarsi alle interruzioni della catena di fornitura e all’inflazione crescente. Secondo la Global Consumer Insights Survey di PwC, le incertezze globali e le problematiche della catena di approvvigionamento stanno spingendo molti consumatori a rivolgersi maggiormente ai mercati del proprio circondario, e otto intervistati su dieci esprimono la volontà di pagare un prezzo più alto per prodotti di provenienza locale o nazionale. Inoltre, il 37% valuta la possibilità di rivolgersi a un rivenditore diverso o passare all’acquisto online, mentre il 29% di chi acquista online vuole dare una chance all’acquisto in negozio, e il 40% userebbe siti comparativi per verificare la disponibilità dei prodotti.

Aumenta la spesa per gli alimentari

Quanto alla crescita dell’inflazione, per i prossimi sei mesi oltre il 75% dei consumatori prevede di mantenere o aumentare gli attuali livelli di spesa, in particolare, nei generi alimentari (47%), ma più di un quarto prevede di ridurre le spese in categorie quali, ad esempio, beni di lusso/premium (37%), ristoranti (34%), arte, cultura e sport (30%) e moda (25%). Nel complesso, l’aumento dei prezzi dei generi alimentari è stato il problema più diffuso, citato da chi acquista in negozio (65%) e online (56%), circostanza che il 57% degli intervistati afferma di aver vissuto quasi sempre o di frequente.

Nuove abitudini prendono piede

Anche gli intoppi della catena di approvvigionamento influiscono sull’esperienza di acquisto, in particolare, l’impossibilità di acquistare un prodotto a causa dell’esaurimento scorte (online 43%, in negozio 37%). I consumatori citano anche tempi di consegna più lunghi per gli acquisti online (42%) e code più lunghe o negozi affollati (36%). In ogni caso, i consumatori hanno cambiato stile di vita e abitudini di acquisto, e a causa della pandemia il 63% ha già aumentato gli acquisti online, mentre il 42% ha diminuito gli acquisti nei negozi fisici. In prospettiva, il 50% prevede di acquistare di più online, dato più alto tra Millennial (58%), giovani Millennial (57%) e Generazione Z (57%), e più basso tra Baby Boomer (32%) e Generazione X (42%).

I fattori ESG e la sicurezza dei dati

Per circa metà degli intervistati, l’approccio delle aziende ai fattori ESG influenza spesso o sempre la fiducia in quest’ultima e nel suo marchio. Per considerare l’acquisto, l’importanza dei fattori di governance (41%) e sociali (40%) supera quella dell’impegno ambientale dell’impresa (30%). I fattori ESG pesano di più per la Generazione Z e i giovani Millennial, meno per la Generazione X e i Baby Boomer, mentre i fattori più significativi identificati per promuovere la fiducia del marchio riguardano la sicurezza dei dati e l’esperienza del cliente. La protezione dei dati personali è al primo posto (58%) per l’influenza sulla fiducia nel marchio. Ma ricevono un punteggio alto anche ‘soddisfa sempre le mie aspettative’ (53%) e ‘garantisce un servizio clienti eccezionale’ (52%).

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Consumatori, i trend globali del 2022 secondo Euromonitor

Posted by Valentina Beretta on
Consumatori, i trend globali del 2022 secondo Euromonitor

“Le aziende devono sapersi trasformare in base alle evoluzioni delle preferenze dei consumatori” ha dichiarato afferma Alison Angus, responsabile della ricerca Top 10 Global Consumer Trends 2022, annuale appuntamento di Euromonitor International finalizzato a scoprire come è mutata e come cambierà nel prossimo futuro la società. Una frase che racchiude l senso di come le abitudini di acquisto dei consumatori si siano velocemente trasformate a seguito della pandemia. Analizzando i dati, il report ha tracciato alcune tendenze che segneranno il 2022: alcune sono già in atto, altre stanno ora prendendo piede e si esplicheranno nel corso dei mesi a venire. Comunque sia, la ricerca mette in luce quali siano i temi ai quali gli utenti sono più sensibili: una preziosa indicazione per le imprese che si rivolgono al target finale e vogliono restare competitive, e attraenti, sul mercato.

Obiettivo Piano B

L’emergenza sanitaria ha fatto sì che anche i consumatori si scoprissero più creativi: le persone, a livello globale, hanno dovuto escogitare soluzioni originali per acquistare i loro prodotti preferiti o le migliori opzioni alternative, a causa proprio delle carenze dovute alle interruzioni della catena di approvvigionamento. Ma anche una sempre più profonda consapevolezza degli effetti dei cambiamenti climatici guida le scelte di acquisto: solo per fare un esempio, nel 2021 il 35% dei consumatori globali ha ridotto attivamente le proprie emissioni di carbonio.

Digitali a tutte le età e attenti alle finanze

Tra le trasformazioni indotte dall’emergenza sanitaria, c’è anche una maggiore digitalizzazione delle fasce di popolazione over 60. Anche i più grandi di età stanno diventando utenti di tecnologie avanzate, e le imprese non possono non tenere conto delle esigenze di questo vasto pubblico online. Tra i trend del 2022, spicca poi un’attenzione alle proprie finanze e un focus importante sul benessere e la crescita personale. Gli utenti sono pronti a affrontare cambiamenti radicali alla loro vita purché possano rispecchiare i loro valori, passioni e obiettivi.

Dal metaverso al second hand

Altra tendenza interessante è il boom degli ecosistemi digitali 3D immersivi, che inizia a trasformare le connessioni sociali. Allo stesso modo, cresce l’interesse per lo shopping second hand e per i mercati locali, dato che i consumatori cercano articoli unici, convenienti e sostenibili. 

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Come eliminare i metalli pesanti dall’acqua del rubinetto?

Posted by Valentina Beretta on

Facciamo molto bene ad essere sempre attenti all’acqua che beviamo ogni giorno, o comunque quella che utilizziamo per cucinare.

Essa infatti, oltre a contenere tutte le sostanze nutritive e gli elementi benefici per il nostro organismo di cui siamo a conoscenza (come ad esempio i vari sali minerali) può contenere anche degli elementi che in realtà non sono benefici per il nostro corpo ma che comunque vengono ingeriti e dunque immessi nel nostro organismo.

Per questo motivo facciamo sempre bene ad accertarci della qualità dell’acqua che riceviamo quando apriamo il rubinetto di casa. Tra gli elementi maggiormente pericolosi vi sono i metalli pesanti.

Metalli pesanti: cosa sono?

Avrai certamente sentito parlare dei metalli pesanti. Si tratta di elementi chimici che si trovano anche in natura e che possono potenzialmente anche essere presenti nel nostro organismo, assolvendo una particolare funzione.

Il problema è che, quando questi sono presenti in maniera eccessiva, rischiano di avere delle conseguenze negative per la nostra salute compromettendo la normale funzionalità di determinati nostri organi.

A cosa è possibile andare incontro?

Assumere, chiaramente in maniera inconsapevole, una quantità superiore alla media di metalli pesanti può portare a diversi problemi che solitamente interessano il sistema nervoso.

Parliamo ad esempio di eventuali disfunzioni ormonali o di un particolare senso di stanchezza. Questi sono dei sintomi che chiaramente possono riguardare altro tipo di patologia ma che comunque solitamente si presentano nel momento in cui una persona presenta una quantità eccessiva di metalli pesanti nel corpo.

Esistono per questo delle particolari analisi che consentono di capire se al momento nell’organismo vi sia una eccessiva presenza di metalli pesanti o meno. In particolar modo è sufficiente analizzare un capello della persona.

Qual è il limite massimo consentito di metalli pesanti nell’acqua?

Ogni paese ha stabilito per legge quello che è il limite sui valori massimi entro cui devono rientrare metalli pesanti. Oltre non è possibile andare e dunque in quel caso l’acqua non è possibile definirla potabile.

Non vi è un limite generico che vale per tutti i metalli pesanti ma al contrario, in Italia così come in altri paesi, c’è un limite per ciascun singolo metallo pesante. Ecco di seguito quelli più famosi e dunque quelli che con maggior frequenza è possibile riscontrare nell’acqua cui abbiamo accesso:

  • Mercurio: 1 microgrammo ogni litro di acqua
  • Cadmio: 5 microgrammi per ogni litro di acqua
  • Arsenico: 50 microgrammi per ogni litro di acqua
  • Cromo 50: microgrammi per ogni litro di acqua
  • Piombo 50: microgrammi per ogni litro di acqua
  • Tallio: 2 microgrammi per ogni litro di acqua

Dunque c’è un limite ben preciso per ciascun tipo di metallo pesante.

Per avere la certezza che questi siano eventualmente presenti nell’acqua cui hai accesso e per conoscere esattamente in quale quantità essi sono presenti, è necessario far analizzare un campione d’acqua ad un laboratorio specializzato.

In che modo è possibile eliminare tali metalli pesanti?

Il metodo classico e più efficace per eliminare i metalli pesanti dall’acqua del rubinetto, o comunque dall’acqua cui si ha accesso, è quello dell’ osmosi inversa. In base a questo principio l’acqua viene fatta veicolare attraverso un apposito filtro che è in grado di trattenere tutti i metalli pesanti.

In questa maniera l’acqua diventa immediatamente più sicura e dunque perfettamente potabile. Esistono in commercio diverse tipologie di dispositivi di questo tipo e dunque è possibile visionare quelli che sono i vari depuratore acqua casa prezzi.

Questa è dunque la soluzione ideale per raggiungere il tuo obiettivo, ovvero quello di tutelare la tua salute e quella dei familiari eliminando tutti i metalli pesanti eventualmente presenti nell’acqua, conferendole al tempo stesso un miglior sapore.

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Come funzionano gli spettrometri?

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Grazie ad un moderno spettrometro è possibile analizzare le proprietà di luce su una porzione dello spettro elettromagnetico, riuscendo così ad ed identificare i materiali che compongono il materiale in questione. Parliamo dunque di uno strumento veramente importante per l’analisi di materiali di ogni tipo, con grande accuratezza e in maniera molto rapida.

In quali campi vengono adoperati gli spettrometri?

I campi di applicazione degli spettrometri sono davvero vasti, riguardano tantissimi settori come ad esempio quello medico, scientifico, estetico, spaziale, militare e spaziale, per citarne alcuni. Un moderno spettrometro può essere adoperato direttamente in cantiere o nell’aria di produzione.

Può anche essere spostato di sede in sede senza che risenta di eventuali cambi di temperatura in quanto la sua termocamera è stabilizzata. Anche le operazioni di trasporto sono particolarmente facili ed è sufficiente una sola persona anche per quel che riguarda la gestione del macchinario.

Un considerevole aumento della qualità di produzione

Grazie uno spettrometro è facile attendersi un tangibile miglioramento della qualità di produzione, in virtù delle capacità di analisi e misura che consentono a questo strumento di classificare i materiali di ogni tipo, organici inclusi.

Optoprim è sul mercato dal 1994 e offre ai propri clienti il supporto è tutta l’assistenza necessaria per individuare la tipologia di strumento più adatto a risolvere le necessità individuali e fornisce al tempo stesso supporto anche per quel che concerne l’integrazione della tecnologia all’interno della propria azienda.

Questa azienda con sede in provincia di Monza commercializza moderni spettrometri di grande qualità ed in grado di controllare rapidamente ogni tipo di materiale, analizzandone la composizione.

È possibile scegliere tra diversi modelli di spettrometri, progettato per soddisfare ciascuna particolare necessità di utilizzo e dunque a migliorare notevolmente la qualità del prodotto finale a prescindere dalla tipologia di materiale e tipo di lavorazione.

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Black Friday 2020, gli italiani pianificano di fare acquisti

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Black Friday 2020, gli italiani pianificano di fare acquisti

Nonostante l’emergenza da coronavirus sia ancora in corso, la voglia di fare acquisti rimane forte, e un italiano su due ha intenzione di approfittare delle promozioni del Black Friday 2020. Gli eventi promozionali di fine anno sono un appuntamento atteso dai consumatori italiani, e in particolare il Black Friday per molti è un’occasione per fare buoni affari. Soprattutto in vista di Natale. Lo scorso anno infatti  il 65% degli italiani ha dichiarato di voler approfittare del Black Friday per fare i regali di Natale. Tra chi effettua abitualmente acquisti online, invece, uno su tre (anche tra i più giovani) pensa che il Black Friday sia il momento migliore dell’anno per fare shopping. Secondo i dati di GfK, al 75% dei consumatori della Generazione Z piace infatti fare acquisti durante il Black Friday.

Le promozioni nell’anno del Covid-19

Ma l’emergenza Coronavirus ha condizionato fortemente gli acquisti nel primo semestre del 2020, provocando l’accelerazione di alcuni trend, primo tra tutti lo shopping online, e facendo emergere nuovi bisogni legati alla salute e alla sicurezza in negozio. Secondo le rilevazioni GfK, dopo l’esperienza del lockdown il 37% degli italiani dichiara di effettuare i propri acquisti allo stesso modo online e offline, dimostrando un’attitudine sempre più omnichannel, che sicuramente condizionerà anche gli acquisti dei prossimi mesi. Ma il Covid-19 ha impattato anche le disponibilità economiche degli italiani: secondo quanto emerge dall’ultima edizione della ricerca GfK Climi Sociali e di Consumo, il 66% degli italiani dichiara di essere più attento ai prezzi rispetto a un anno fa. La voglia di risparmiare potrebbe quindi incoraggiare alcune persone ad approfittare proprio delle promozioni di fine anno per effettuare gli acquisti, magari rimandati nei mesi scorsi.

L’impatto sul mercato Tech

Anche nel nostro Paese gli ultimi mesi dell’anno sono diventati sempre più importanti per il mercato della Tecnologia di consumo. In pochi settimane, infatti, si concentrano Prime Day, Black Friday, Cyber Monday e promozioni di Natale, tutti eventi che fanno registrare picchi di vendite per i prodotti Tech.

Secondo le rilevazioni sul sell-out di GfK POS Tracking l’importanza dell’ultimo trimestre è cresciuta costantemente negli ultimi anni, arrivando a pesare nel 2019 il 32% del totale delle vendite a valore. In particolare, durante la settimana del Black Friday 2019 le vendite hanno registrato un incremento record del +175% a valore rispetto alla settimana media.

Quale sarà la chiusura complessiva del 2020?

In un anno come il 2020, che ha visto prima una forte contrazione dei consumi durante il periodo del lockdown per il rinvio di molti acquisti, e successivamente una forte ripresa delle vendite di prodotti Tech, sarà ancora più importante monitorare l’andamento delle ultime settimane per capire quale sarà la chiusura complessiva del 2020.

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La tredicesima aumenta, ma i risparmi calano: i conti in tasca agli italiani

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La tredicesima aumenta, ma i risparmi calano: i conti in tasca agli italiani

La buona notizia è che, complessivamente, la tredicesima degli italiani è più ricca rispetto al passato. La brutta, invece, è che gran parte di questo tesoretto verrà spesa e la quota di risparmi si assottiglia. Per la fine di dicembre 2019, circa 33 milioni di lavoratori e pensionati avranno ricevuto la sospirata tredicesima mensilità, per un totale di circa 44,8 miliardi di euro. Il calcolo è il frutto di un’elaborazioni dell’ufficio economico Confesercenti sui dati ufficiali e di una ricerca condotta con Swg.

Risparmio e investimenti? Rimandati

Quella della tredicesima rappresenta per gli italiani un’iniezione di liquidità, che nel 2019 è stata un po’ più sostanziosa dell’anno scorso (+1,3%). Questa disponibilità extra verrà quasi integralmente utilizzata dai nostri connazionali: al risparmio e agli investimenti finanziari andranno infatti solo 10,4 miliardi del monte complessivo delle tredicesime, circa 600 milioni di euro in meno rispetto al 2018, pari a un calo del 5,6%.

Più formiche al Sud che a Nord

Nel sud si riesce ad accumulare una quota più alta della tredicesima in forme di risparmio: il 27%, contro il 24% delle regioni del Nord e il 25% del Centro, scrive Askanews. La classifica si inverte entrando nel dettaglio degli investimenti finanziari: nelle regioni del mezzogiorno solo il 3% delle tredicesime viene investito in prodotti finanziari di risparmio, la metà della quota rilevata nel Nord (6%). Aumentano, invece, le risorse destinate agli acquisti (23 miliardi, +2,6%) e, soprattutto, a saldare pagamenti fissi e conti sospeso, cui vanno 11,4 miliardi di euro, il 5,7% in più sull’anno precedente. La voce include anche i mutui per la casa, capitolo di spesa che resta costante nella destinazione delle tredicesime (il 4% circa). I conti in sospeso, che crescono del 7% circa (500 milioni), impegnano le tredicesime soprattutto al Centro (16%), mentre sono più leggeri nelle regioni del Nord (12%).

Meno spese per i regali

E i regali di Natale? Per i doni verranno impiegati circa 7,3 miliardi di euro del monte tredicesime, un budget in leggera contrazione (-389 milioni) rispetto al Natale dello scorso anno. In questo caso, è il Nord il più generoso, con una media del 20% della tredicesima dedicata a mettere i doni sotto l’albero, quota che si restringe al 17% al Centro e al 15% nel Sud.

Per tutto il Paese, però, restano prioritarie le spese per la casa e per la famiglia, cui andranno 15,7 miliardi, quasi un miliardo di euro in più (+964 milioni) del 2018.

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20 Regali di Natale, il 68% sono falsi

Posted by Valentina Beretta on
20 Regali di Natale, il 68% sono falsi

La paura delle frodi online e dei falsi è sempre presente, in particolare durante il periodo di Natale, quando la corsa agli acquisti si fa più intensa. Il 45% dei consumatori teme infatti di comprare prodotti falsi come regalo di Natale, il 46% è preoccupato di utilizzare la propria carta di credito online e il 53% non acquista tramite i social media. Ma nonostante i timori e le cautele dei consumatori, uno su tre (30%) ha inavvertitamente acquistato un prodotto falso, e il 68% dei prodotti contraffatti risultano comprati proprio come regali di Natale. I contraffattori stanno quindi traendo vantaggio dal Natale, almeno secondo la nuova ricerca di MarkMonitor, l’azienda specializzata nella protezione del brand aziendale.

Un maggior livello di consapevolezza

La ricerca ha coinvolto 2600 consumatori tra Regno Unito, Stati Uniti, Germania, Francia e Italia, per valutare il comportamento nei confronti dello shopping online, l’acquisto di prodotti contraffatti e il ruolo dei brand. I risultati mostrano che nonostante non tutti gli acquisti di Natale vengano fatti online, i consumatori spendono la maggior parte del loro denaro sui marketplace (37%) e sui siti ufficiali dei brand (17%), mentre il 38% spende la maggior parte del proprio budget di Natale nei negozi fisici.

I consumatori, però, hanno dimostrato un maggior livello di consapevolezza in termini di sicurezza quando effettuano acquisti sui marketplace online (88%), tramite i link nei risultati di ricerca (63%) e sulle app degli smartphone (59%).

Sui marketplace il 26% degli acquisti di prodotti contraffatti

Chi ha acquistano inconsapevolmente prodotti contraffatti lo ha fatto proprio sui marketplace (26%), tramite app su smartphone (17%), basandosi sui risultati dei motori di ricerca (13%), e su post sponsorizzati sui social media (11%). Ciò si verifica a dispetto del fatto che molti canali, come ad esempio i marketplace, abbiano in atto programmi per mitigare il rischio di vendita di prodotti contraffatti.

“I consumatori stanno diventando più accorti nel loro comportamento d’acquisto online, tuttavia non è ancora abbastanza – conferma Chrissie Jamieson, Vice President Marketing di MarkMonitor -.Sono tuttora vittime dei contraffattori, vengono ingannati e indotti a comprare prodotti falsi”.

Un rischio anche per la salute

La ricerca mostra che la maggioranza dei consumatori truffati (88%) crede che i brand dovrebbero fare di più per proteggerli. “Gli acquirenti stanno spendendo sempre più soldi online, il che aumenta il rischio di frodi o di comprare inavvertitamente un prodotto contraffatto continua Jamieson -. Questo mette in evidenza la natura onnicomprensiva della protezione del brand attraverso tutti i canali, anche quelli ritenuti più affidabili dai consumatori”.

Molti prodotti contraffatti di elettronica, cosmetica e giocattoli, rappresentano un rischio per la salute e il benessere dei consumatori. Un motivo in più per evitare i “falsi”.

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Il Tax Free Shopping cala in Europa, ma in 7 anni raddoppia i volumi del Lusso

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Il Tax Free Shopping cala in Europa, ma in 7 anni raddoppia i volumi del Lusso

Global Blue traccia le tendenze del mercato nei primi nove mesi del 2018. Con l’obiettivo di analizzare le dinamiche di acquisto dei turisti extra-UE Global Blue ha determinato le evoluzioni delle transazioni Tax Free nei tre principali segmenti di riferimento, Luxury, Premium e Mass. In linea con le dinamiche di arrivi turistici e i profili dei Globe Shopper, si è assistito a una flessione nei segmenti Luxury (-8%), e Premium (-10%), mentre il segmento Mass risulta invariato rispetto allo scorso anno. Negli ultimi sette anni però in Europa il Tax Free Shopping ha rappresentato uno dei principali driver di crescita del settore Lusso, raddoppiando il suo volume.
Meno transazioni, ma più valore per lo scontrino medio
Nei primi nove mesi del 2018 l’Europa ha registrato un calo delle vendite Tax Free (-6%) rispetto al medesimo periodo del 2017. In particolare, il Tax Free Shopping ha rallentato in Italia (-8%), Gran Bretagna (-8%), Spagna (-8%) e Germania (-13%).
In controtendenza la Francia, unico Paese europeo nel quale le vendite Tax Free hanno registrato un segno positivo (+1%), grazie soprattutto agli acquisti dei Globe Shopper appartenenti ai segmenti Elite (2,2%) e Frequent (17,7%) meno sensibili alle oscillazioni valutarie, riporta askanews.
A fronte del minor numero di transazioni i dati Global Blue hanno registrato però un aumento del valore dello scontrino medio europeo (+2%).
I Millennials protagonisti del Tax Free Shopping francese
Nel 2017 i Millennials sono stati i principali fautori dell’incremento del Tax Free Shopping francese. Con un’età compresa fra i 18 e i 34 anni rappresentano il 31% del totale dei Globe Shopper, con un potere di acquisto che nel 2017 ha registrato un +17% sul 2016. Nel 2017 la spesa annuale in Tax Free dei Millennials appartenenti alla categoria Infrequent è stata pari a circa 1.700 euro (+10% vs 2016), quella dei Frequent a 4.000 euro (+17% vs 2016), e oltre 51.000 euro (+10% vs 2016) quella della categoria Elite.
Le nazionalità dei Globe Shopper
Nei primi nove mesi del 2018 i protagonisti del Tax Free Shopping sono i Globe Shopper cinesi. Seppure in lieve calo (-4% rispetto al 2017), rappresentano il 29% del totale degli acquisti effettuati in Europa. Il Vecchio Continente continua a essere meta di shopping anche per i viaggiatori provenienti dai Paesi del Golfo (11%), e per quelli in arrivo dalla Russia (8%). Nel periodo gennaio-settembre 2018, eccezion fatta per i turisti russi, i Globe Shopper hanno prediletto la Francia come destinazione di viaggio rispetto agli altri Paesi tradizionalmente considerati mete di shopping. E l’Italia è il paese che ha scontato maggiormente la frenata dello shopping dei viaggiatori del Middle East (-16%).

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Acqua pura anche in ufficio con i dispenser IWM

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La corretta idratazione è una condizione essenziale per il benessere fisico e quello del nostro organismo. Bere la giusta quantità d’acqua è infatti essenziale anche ad aiutare a  mantenere alto il livello di energie e concentrazione durante l’orario di lavoro. Ecco perché è importante bere spesso nel corso della giornata e dunque non solo durante i pasti ma anche durante l’orario di lavoro. Spesso però, la necessità di bere si scontra con il sapore troppo forte che di norma caratterizza l’acqua dei boccioni solitamente presenti negli uffici. Ciò spinge i dipendenti ad evitare di bere o a preferire bevande gasate che di certo non fanno bene e sicuramente non sono in grado di dissetare come l’acqua, a causa degli zuccheri che contengono. I boccioni inoltre, hanno lo svantaggio di essere difficili da trasportare e da movimentare, oltre ad avere un costo al litro non indifferente ed in grado di incidere sui costi di gestione di ogni azienda o ufficio.

La soluzione pratica e conveniente è quella di adottare uno dei dispenser acqua ufficio che IWM propone, i quali filtrano direttamente l’acqua del rubinetto eliminando ogni impurità ed offrendo un’acqua assolutamente bilanciata e sicura. È inoltre possibile avere acqua fredda o calda a piacimento, così come un’ottima acqua gasata o del ghiaccio se lo si preferisce, andando incontro ai desideri di tutti. Il risparmio è notevole considerando che l’acqua del rubinetto è decisamente più economica rispetto quella dei boccioni, che vanno poi smaltiti secondo quanto previsto dalle normative dei singoli comuni dopo il loro utilizzo, ma che troppo spesso vengono purtroppo riciclati a discapito della salute dei fruitori. I dispenser IWM consentono invece ai tuoi dipendenti di bere tutta l’acqua che desiderano personalizzandola in base ai loro gusti, con la certezza di bere sere dell’ottima acqua utile anche a migliorare la produttività del’intero ufficio.

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Scuola, quest’anno si spende di più. Oltre 1.000 euro per libri e zaini

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Scuola, quest’anno si spende di più. Oltre 1.000 euro per libri e zaini

Per le famiglie il rientro a scuola sarà una vera stangata. Federconsumatori calcola che per corredi scolastici quest’anno si spenderanno intorno ai 526 euro a studente (+0,8% rispetto al 2017), e poco più di 456 euro per i libri e 2 dizionari. In questo caso, dichiara Federconsumatori, l’1,1% in meno rispetto all’anno scorso.

Secondo Codacons, tra corredo e libri di testo la spesa complessiva potrà facilmente superare i 1.100 euro a studente. Più pesanti quindi gli aumenti per astucci, zaini e materiale scolastico, ma secondo il Codacons, anche per i libri di testo.

Per un astuccio griffato la spesa arriva a 40 euro

In base alle stime l’associazione per i diritti dei consumatori calcola per il corredo scolastico (penne, diari, quaderni, zaini, astucci…) rispetto al 2017, un incremento medio del +2%, rincaro che raggiunge il +4% per il materiale “griffato”, ossia le marche più richieste dai giovanissimi perché legate a squadre sportive, cartoni animati, bambole o personaggi e serie famosi.

Il prezzo di uno zaino di marca raggiunge i 120 euro, mentre per un astuccio griffato attrezzato (con penna, matita, gomma da cancellare e pennarelli) la spesa arriva quest’anno a 40 euro, sostiene il Codacons. Altra voce che incide sulla spesa per il corredo è quella relativa al diario, che sfiora i 20 euro per le marche più note, riporta Ansa.

Codacons prevede un esborso maggiore per i libri rispetto lo scorso anno

Se il costo dei libri di testo è variabile a seconda del grado di istruzione e della scuola, contrariamente a Federconsumatori, che parla di un leggero risparmio il Codacons smentisce la possibilità di sensibili riduzioni. Anzi, prevede un esborso economico maggiore rispetto lo scorso anno scolastico. Tuttavia, spiega l’associazione, anche sulla spesa scolastica è possibile risparmiare sensibilmente, e abbattere i costi del 40%.

Alcuni consigli per abbattere la spesa

Seguendo alcuni consigli, risparmiare si può. Ad esempio, non inseguire le mode. In tal modo per il corredo si può spendere meno acquistando prodotti di identica qualità, basta non comprare gli articoli legati ai personaggi dei cartoni animati o bambole famose.

Nei supermercati inoltre si può arrivare a risparmiare fino al 30% rispetto alla cartolibreria, e rinviare gli acquisti non necessari può essere una buona idea. Le scorte di quaderni e penne si possono anche comprare in un momento successivo. Spesso, infatti, aspettando, si risparmia.

Per i materiali più tecnici (dal compasso ai dizionari) è poi bene attendere le disposizioni dei professori, onde evitare acquisti superflui o carenti.