Consumi fragili: la fiducia di famiglie e imprese è ancora debole 

Consumi fragili: la fiducia di famiglie e imprese è ancora debole 

Anche a giugno i consumi mostrano una riduzione su base annua (-1,0%), sintesi di un miglioramento della domanda per i servizi (+1,3%) e un calo della domanda per i beni (-1,9%).
L’estate si è aperta all’insegna del permanere di un clima di elevata incertezza. Secondo Confcommercio le aspettative di consumatori e imprese indirettamente e direttamente ne sono influenzate.

In questo contesto l’economia italiana continua a muoversi lungo un sentiero di moderato sviluppo. E i dati definitivi di giugno, riportano al 2,8% l’inflazione del carrello della spesa. Ma tra le note dolenti emergono la bassa dinamica dei consumi, il perdurare di difficoltà del sistema industriale e la debolezza della fiducia di famiglie e imprese.

Automotive: -29,5%

A giugno 2025 l’Indicatore dei Consumi Confcommercio (ICC) è stimato in riduzione dell’1,0% nel confronto con lo stesso mese del 2024. Il dato dell’ultimo mese è stato condizionato dall’andamento particolarmente negativo delle vendite di auto a privati (-29,5%).

Al netto delle fluttuazioni derivanti dai fattori stagionali, l’ICC segnala a giugno, per il quarto mese consecutivo, un moderato aumento congiunturale (+0,3%), dinamica che seppur positiva non sembra ancora testimoniare l’inizio di una fase di significativa ripresa dei consumi.

Comunicazioni: +7,5%

Anche nel mese di giugno 2025 le diverse funzioni di consumo che compongono l’ICC hanno registrato andamenti articolati, con dinamiche che non sembrano discostarsi, nella sostanza, da quanto rilevato nei periodi più recenti. L’incremento più significativo si è registrato, come di consueto, per i consumi relativi ai beni e ai servizi per la comunicazione (+7,5%), andamento guidato dalla componente relativa ai beni.

Variazioni lievemente positive si sono registrate per la domanda per alberghi, pasti e consumazioni fuori casa (+0,7%) e per beni e servizi per la casa (0,6%) segmento su cui ha pesato l’accresciuta domanda di energia elettrica.
Stazionari i consumi per beni e servizi per la cura della persona.
Le altre macro-funzioni evidenziano, sia pure con diverse intensità, un arretramento, su base annua, dei quantitativi acquistati dalle famiglie.

In difficoltà abbigliamento, calzature, alimentari

Il calo più pesante si è registrato per i beni e i servizi per la mobilità (-10,2%). Tra gli altri segmenti si confermano in difficoltà abbigliamento e calzature (-0,9%), beni e servizi ricreativi (-0,8%), alimentari, bevande e tabacchi (-0,3%). I dati complessivi sottendono, come di consueto, andamenti articolati delle diverse funzioni di spesa incluse negli aggregati.

A livello di singole voci di consumo l’incremento più significativo ha interessato l’energia elettrica (7,4%), il cui dato è determinato principalmente dalle condizioni meteorologiche.
Si conferma poi la tendenza al miglioramento della domanda per trasporti aerei (+5,4%) e carburanti (+3,7%) e si rilevano segnali di ripresa per alberghi (+1,6%), pasti e consumazioni fuori casa (0,4%) e tabacchi (0,7%).

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