Crimini “tradizionali” in calo, frodi digitali in aumento: il nuovo volto dei reati in Italia

Crimini “tradizionali” in calo, frodi digitali in aumento: il nuovo volto dei reati in Italia

Meno furti e aggressioni, più frodi on line. Negli ultimi anni, anche la criminalità ha cambiato faccia. Nel panorama della sicurezza pubblica italiana, infatti, si osserva una sorta di rivoluzione: i reati tradizionali come furti, scippi e rapine sono in netta diminuzione, mentre crescono quelli legati al mondo digitale.

A dirlo è l’ultima indagine Istat condotta tra novembre 2022 e luglio 2023, che offre una panoramica aggiornata sul rapporto tra cittadini e criminalità, evidenziando i cambiamenti nelle modalità con cui i reati vengono commessi e vissuti.

Sempre meno furti e rapine 

La prima evidenza emersa, ed è una buona notizia, riguarda la forte contrazione dei reati più comuni che colpiscono direttamente le persone e le loro proprietà. Rispetto alla precedente indagine Istat del 2015-2016, il numero di famiglie vittime di furti in abitazione è sceso dall’1,8% allo 0,6%, segnando una diminuzione di quasi due terzi. Anche i furti di veicoli hanno registrato una riduzione importante: si passa da 1,5 furti ogni 100 famiglie proprietarie di auto o camion a 0,7.

I borseggi, tra i reati predatori più diffusi in ambito urbano, passano dall’1,6% all’1% della popolazione. Le rapine calano ulteriormente, dallo 0,5% allo 0,2%. Stabile, invece, la percentuale di persone vittime di scippo, ferma allo 0,7%. Anche i furti di oggetti personali passano dall’1,5% all’1%.

Calano anche le aggressioni: più denunce, ma meno episodi

Un altro dato positivo riguarda le aggressioni e le minacce: solo l’1,3% della popolazione ha dichiarato di essere stato vittima di un reato che mettesse a rischio la propria incolumità fisica (lo 0,9% ha subito aggressioni, lo 0,4% minacce).

In crescita, invece, il numero di denunce per aggressioni, passate dal 19,9% al 40,6%: un dato che potrebbe riflettere una maggiore fiducia nelle forze dell’ordine o una più alta consapevolezza dei propri diritti.

L’altra faccia del crimine: la cybercriminalità

In un contesto di crescente digitalizzazione, aumentano le truffe e i raggiri online, in particolare quelli legati agli strumenti bancari. Oltre 1,7 milioni di persone hanno subito truffe su internet. In termini percentuali, il 3,3% degli utenti online ha subito una frode telematica, rispetto al 2,7% del 2015-2016.

Particolarmente allarmante è l’aumento del 74% delle truffe bancarie online: sottrazioni indebite di denaro dai conti correnti, phishing mirati e clonazioni digitali di carte. In particolare, la clonazione delle carte di credito coinvolge l’1,1% degli utenti, in lieve calo rispetto all’1,3% di sette anni prima, ma le frodi con accesso ai conti online sono in forte aumento.

Come vengono scoperte le frodi bancarie

Quasi la metà delle vittime (44,7%) si accorge della truffa tramite l’estratto conto, mentre il 23,3% viene avvisato direttamente dalla banca. Nel 20,8% dei casi la carta è stata bloccata preventivamente.

La crescita degli utenti dei servizi di home banking (+25%) contribuisce a spiegare l’espansione di questi reati.

Rischio più alto in città e per chi usa i mezzi pubblici

Nonostante il calo generale, i reati sono ancora più frequenti nei centri urbani e metropolitani. Nei grandi comuni, il tasso di vittimizzazione per reati predatori è del 5,3% contro una media nazionale del 2,3%. Per le rapine, il rischio triplica.

Chi utilizza i mezzi pubblici con regolarità è più esposto a borseggi e scippi: tra gli utenti quotidiani dei trasporti pubblici, il 2,8% è stato vittima di borseggio, contro lo 0,5% di chi non li usa mai. Il calo generale dell’uso dei mezzi, legato probabilmente agli effetti post-pandemia, potrebbe avere influito anche sulla riduzione di questo tipo di reati.

I giovani più esposti ad aggressioni e minacce

I dati Istat mostrano che il rischio di subire aggressioni o minacce è più elevato tra i giovani, in particolare quelli fino a 34 anni (1,7%). Gli uomini sono più frequentemente vittime di aggressioni (2,1%), mentre le minacce colpiscono soprattutto le giovani donne (0,7% contro lo 0,4% del totale femminile).

Nel 21,8% dei casi le minacce sono legate a problemi psichici, dipendenze o condizioni alterate dell’offensore; nel 21,7% dei casi emergono motivi sentimentali o sessuali; nel 20,7% si tratta di dinamiche di umiliazione o intimidazione.

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