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Adolescenti e consumi: la GenAlpha spende in fast-food e fast-fashion e paga col cellulare

Posted by Valentina Beretta on
Adolescenti e consumi: la GenAlpha spende in fast-food e fast-fashion e paga col cellulare

È un’indagine realizzata dalla startup francese di teen banking, Pixpay, nell’ambito del programma Teenage Lab a delineare il paniere degli acquisti degli adolescenti, i cosiddetti GenAlpha. E i nati dalla metà del 2010 consumano cibo fast-food, prediligono comprare capi di abbigliamento su Shein, amano pagare con Apple Pay e Google Pay e giocare ai videogiochi.

Quanto alla spesa per brand delle ragazze, ai primi tre posti si posizionano  Shein, McDonald’s e Apple, mentre i ragazzi prediligono McDonald’s, Apple e Playstation. 
In pratica, se dovessimo rinominare le diverse le generazioni a partire da cosa ‘consumano’ la Generazione Alpha sarebbe la Fast Generation.

I brand preferiti da ragazze e ragazzi

Nella top ten delle ragazze, decisamente ‘moda-centriche’, dopo Apple al quarto posto appare Deliveroo, seguito da Amazon, Subdued, Tezenis, Uber, Zara e Vinted.
I ragazzi invece si confermano ‘gamer’, con Google al quarto posto seguito da Deliveroo, Amazon, Vinted, Shein, Steam Games, Burger King. Complessivamente, le ‘paghette’ vengono spese principalmente in cibo (40%), di cui il 16% nei ristoranti, il 13% nei supermercati/alimentari e l’11% nei fast food.

Seguono, vestiti/accessori (21%), bellezza/benessere (6%), cultura, intrattenimento e media, tra cui libri, con una percentuale di poco sotto il 3%.
Le transazioni avvengono con la carta, soprattutto attraverso smartphone (a giugno il 45% dei pagamenti totali). Le ragazze utilizzano Apple Pay e Google Pay più frequentemente dei ragazzi.

Acquisti online e pochi risparmi

Gli adolescenti italiani fanno in media 4 pagamenti con la carta al mese (contro i 7 degli adolescenti francesi) per un importo medio della transazione pari a 12,25 euro.
In dettaglio, circa 2 transazioni nella fascia 10-12 anni, 4 transazioni in quella 12-14 anni, 5 transazioni per i 14-16enni e 5,5 transazioni per chi ha tra 16 e 18 anni. Inoltre, il 30% degli acquisti dei ragazzi sono realizzati online, mentre per le ragazze solo il 18%.

Sul fronte dei risparmi, solo l’11% dei ragazzi riesce a risparmiare un ‘tesoretto’ medio di 96 euro, raccolto durante i mesi di scuola. E in Italia i ragazzi risparmiano in media più delle ragazze: 108 euro contro 85.
Inoltre, il 41% riceva una paghetta regolare, settimanale o mensile. In Francia, il  54% e in Spagna attorno al 48%.

La paghetta è mensile o settimanale

Tra chi riceve una paghetta regolare, il 60% la riceve mensilmente e il 40% settimanalmente. La paghetta media programmata è di 35 euro per i 10-12enni, 43 per i 13-14enni, 58 per i 15-16enni fino ad arrivare a 76 per i 17-18enni.

Sommando anche le ricariche puntuali, riporta Ansa, l’importo medio aumenta per tutte le fasce d’età, con picchi significativi nei mesi di giugno, settembre e dicembre.
Il consiglio ai genitori? Programmare l’invio di una paghetta automatica settimanale o mensile, ma anche spingerli a fare qualche lavoretto per guadagnare qualche extra.
Oppure, creare ‘money mission’ che tengano conto di fattori quali la sostenibilità, le spese legate alle attività culturali e sportive.

Varie

Come vivono la sessualità i giovanissimi? Uno studio esplora il mondo dell’affettività

Posted by Valentina Beretta on
Come vivono la sessualità i giovanissimi? Uno studio esplora il mondo dell’affettività

Webboh Lab, in collaborazione con l’istituto di ricerca Sylla e Farmitalia, ha realizzato un’indagine per comprendere le percezioni e le conoscenze dei giovani italiani riguardo alla sessualità e alla contraccezione. La ricerca ha coinvolto 500 ragazzi tra i 14 e i 17 anni attraverso una smart poll online, e ha rivelato quanto i giovani siano esposti a queste tematiche, grazie anche alla disponibilità di molteplici canali di informazione.

In generale, i ragazzi esprimono il desiderio di un’educazione sessuale più aperta, con meno tabù e maggiore trasparenza.

Le fonti di informazione più utilizzate

Dai dati emerge che i giovani consultano soprattutto gli amici (53,4%) e i social media (46%) per informarsi sulla sessualità, seguiti dalla scuola (43,2%) e dal web (40,4%). La famiglia appare solo al quinto posto con il 27,6%, mentre il medico o il consultorio sono indicati solo dal 5,6% dei partecipanti. Questi dati evidenziano come le relazioni tra pari e i canali digitali giochino un ruolo predominante nel fornire informazioni ai giovanissimi.

Il ruolo della scuola

L’educazione sessuale in ambito scolastico è considerata molto importante. Gli intervistati ritengono che dovrebbe essere affrontata con maggiore frequenza, soprattutto per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmissibili (8,47 su 10), le relazioni e il consenso (8,40 su 10), i metodi contraccettivi (7,81 su 10) e l’anatomia del corpo umano (7,78 su 10). La scuola è vista come un luogo chiave per trattare questi argomenti, ma non l’unico.

Possibili miglioramenti nell’approccio alla sessualità

Secondo i partecipanti, l’educazione sessuale potrebbe essere migliorata attraverso varie iniziative, come una maggiore presenza di consulenti (7,87 su 10), il confronto con adulti (7,59 su 10) e l’accesso a risorse online affidabili (7,49 su 10). Il coinvolgimento della scuola rimane comunque una priorità, con un punteggio di 8,36 su 10.

La conoscenza dei metodi contraccettivi

La ricerca ha rivelato che il preservativo è il metodo contraccettivo più conosciuto dalla Gen Z (98,2%), seguito dalla pillola anticoncezionale (88,4%). Tuttavia, la conoscenza di altri metodi come la spirale (49,3%) e il coito interrotto (17%) è molto più limitata. Infine, il concetto di contraccezione d’emergenza è noto al 44,2% dei giovani, ma con una maggiore familiarità per la pillola del giorno dopo (86%) rispetto a quella dei 5 giorni dopo (41,8%).