Italia e Data Center: aumenta l’interesse degli investitori, ma i progetti non si concretizzano

Italia e Data Center: aumenta l’interesse degli investitori, ma i progetti non si concretizzano

Per la costruzione, l’approntamento e il riempimento di apparecchiature IT dei nuovi Data Center nel triennio 2023–2025 sono stati investiti 7,1 miliardi di euro, il 68% dei 10,5 miliardi stimati nello scorso 2023 per lo stesso periodo.
Nonostante il mercato Data Center in Italia prosegua nella sua fase di espansione, con l’interesse degli investitori in aumento, non sempre i progetti si concretizzano nei tempi previsti.

Il rallentamento nella realizzazione dei progetti si concentra, in particolare, sui nuovi operatori internazionali, spesso al primo ingresso nel mercato italiano, le cui previsioni non considerano le complessità normative e i tempi autorizzativi del contesto nazionale.
È quanto emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano.

Il nuovo hub digitale europeo sarà italiano con Milano baricentro 

I nuovi progetti infrastrutturali previsti per il triennio successivo (2026–2028) sono 83, annunciati da 30 aziende di cui 19 nuovi entranti, per un valore potenziale complessivo di 25,4 miliardi di euro, di cui il 72% è attribuibile a nuovi operatori internazionali non ancora attivi in Italia.
L’Italia è quindi proiettata come nuovo hub digitale europeo.

In particolare, con 414 MW IT attivi, pari al 6% della potenza totale europea e il 68% della potenza energetica nominale installata a livello nazionale Milano potrebbe consolidare il suo ruolo allo stesso ordine di grandezza dei mercati FLAPD.
Il baricentro italiano resta infatti Milano, che punta a superare il valore simbolico di 1 GW entro il 2028.

Un mercato fortemente concentrato

Milano raccoglie anche il 23% degli investimenti annunciati a livello europeo, confermandosi come un punto di riferimento per il Sud Europa, riducendo il gap con i mercati più maturi.

Dal punto di vista degli investimenti previsti, la leadership pertiene all’area FLAPD, con circa il 55% del totale, e dal punto di vista della potenza installata nei principali poli europei sono complessivamente 7,4 GW IT attivi.
Si tratta di un mercato fortemente concentrato, in cui circa la metà della potenza energetica IT nominale attiva è in mano ad appena il 5% degli operatori attivi, con una predominanza di realtà a stelle e strisce.

Distinguere tra progetti concreti e annunci potenziali

“La ricerca evidenzia un forte disallineamento tra investimenti annunciati e capacità effettivamente realizzata – afferma Luca Dozio, Direttore dell’Osservatorio -. Questo scarto non va letto come un segnale di rallentamento del mercato, ma come un campanello d’allarme sulla necessità di rafforzare il coordinamento tra aziende e istituzioni a livello nazionale in modo da distinguere i progetti concreti da annunci potenziali”.

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