Avere vent’anni nell’era digitale: comunicazione responsabile, giovani e fiducia

Per costruire un dialogo fondato su verità, inclusione e responsabilità con le nuove generazioni è necessario ascoltarle davvero, abbandonando stereotipi e semplificazioni.
Nell’ambito del seminario ‘Avere vent’anni. Comunicazione responsabile e nuove generazioni. Tra parole e algoritmi: comunicare con etica nell’era digitale’, organizzato da FERPI – e FERPI Emilia-Romagna, Vilma Scarpino, ceo di BVA Doxa, ha presentato una ricerca sulle generazioni più giovani.
Un’occasione riflettere sul ruolo della comunicazione responsabile nell’ecosistema contemporaneo, e sul rapporto, tutt’altro che scontato, tra le nuove generazioni e i messaggi che le attraversano.
La ricerca restituisce una fotografia dettagliata delle opinioni, dei comportamenti e delle aspettative della Gen Z su temi chiave come sostenibilità, Intelligenza artificiale e fiducia nella comunicazione.
Sostenibilità e impegno delle Istituzioni
Dalla ricerca emerge una generazione consapevole, attiva e informata. Il 95% dei 14-17enni e il 92% dei 18-34enni ha sentito parlare di ESG (Environmental, Social, Governance), e l’80% considera la sostenibilità una necessità concreta. Tuttavia, i giovani non si accontentano più di dichiarazioni generiche, vogliono coerenza, concretezza, e sono disposti a premiare, anche economicamente, le aziende che dimostrano impegno reale e misurabile.
La sostenibilità è vista non più come un ‘nice to have’, ma come un imperativo per le aziende, per le Istituzioni e per i cittadini. In particolare, i giovani manifestano attese per un impegno in prima linea da parte delle Istituzioni.
I giovani chiedono trasparenza nella comunicazione e coerenza tra promesse e fatti.
La relazione ambivalente con la tecnologia
Per i ventenni di oggi la relazione con la tecnologia è ambivalente: il 66% riconosce i benefici dell’Intelligenza artificiale in termini di efficienza, ma il 72% teme che possa superare e sostituire ‘l’umano’.
Manipolazione delle informazioni, perdita di autenticità e disinformazione sono le principali paure segnalate dai Gen Z.
Nonostante una maggiore adozione del mezzo, resiste infatti una diffusa inquietudine verso l’AI, che tocca temi profondi, come la perdita di controllo, le minacce alla privacy, e la manipolazione delle informazioni. È quindi fondamentale sviluppare una cultura critica e consapevole dell’AI, specialmente tra i più giovani.
Social media e finanza
I social media (68%) restano il canale informativo privilegiato tra i giovani, confermandosi come il più adatto per comunicare, ma anche eventi e convegni possono giocare un ruolo importante nel coinvolgere il target. Gi eventi dal vivo (33%) si collocano infatti al secondo posto tra i canali utilizzati per informarsi, mentre calano televisione, radio e stampa.
A sorprendere è anche l’approccio finanziario dei giovanissimi. Il 76% dei 14-17enni conosce almeno uno strumento di risparmio, e oltre la metà sarebbe disposta a usarlo per investire in modo responsabile.
Per comunicare efficacemente con questa generazione, e costruire relazioni significative, è quindi essenziale adottare un approccio comunicativo, che combini valori condivisi, innovazione tecnologica e autenticità.
