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Andare in bici al lavoro: +78% nei primi 5 mesi dell’anno

Posted by Valentina Beretta on
Andare in bici al lavoro: +78% nei primi 5 mesi dell’anno

I viaggi in bici e a piedi per andare al lavoro sono cresciuti del 78% rispetto all’anno scorso, e hanno raggiunto una cifra pari a 17.598. Segno di un’attenzione per l’ambiente che ha portato benefici anche dal punto di vista economico. I dipendenti che hanno scelto di muoversi senza automobile hanno infatti risparmiato in totale 16.596,3 euro. E nei primi 5 mesi del 2019 sono stati 10.784,38 i kg di CO2 non emessa grazie a questa scelta, il 91% in più rispetto ai risultati ottenuti in tutto il 2018. In occasione della Giornata Mondiale della Bicicletta del 3 giugno Jojob, il servizio che permette alle aziende di diffondere e incentivare tra i dipendenti l’uso dei trasporti condivisi e a basso impatto ambientale, ha rivelato i numeri relativi ai viaggi casa-lavoro fatti in carpooling, a piedi, in bici, o con le navette aziendali.

Un’app che certifica le tratte casa-lavoro fatte a piedi o in bici

Lanciato nel marzo 2018 il sevizio Jojob Bici e Piedi permette tramite applicazione per smartphone di certificare le tratte casa-lavoro fatte a piedi o in bici. È infatti possibile calcolare il risparmio in termini ambientali ed economici. Inoltre, le aziende che aderiscono al servizi, potranno incentivare i dipendenti che scelgono una mobilità 100% sostenibile per raggiungere il luogo di lavoro. I viaggi casa-lavoro percorsi in bici e a piedi consentiranno infatti ai dipendenti di maturare punti e accedere a premi e promozioni messi a disposizione dalle aziende.

Il carpooling aziendale nel 2018 ha evitato l’emissione di 420 tonnellate di CO2

La funzione Jojob Bici e Piedi, riporta Adnkronos, si integra a quella del carpooling aziendale di Jojob, che certifica i viaggi condivisi tra colleghi e dipendenti di aziende limitrofe per raggiungere la sede aziendale in auto, e che nel solo 2018 ha permesso di risparmiare oltre 650 mila euro ed evitare l’emissione di 420 tonnellate di CO2.

Aziende virtuose e dipendenti soddisfatti

“Le aziende virtuose che scelgono di incentivare chi raggiunge il posto di lavoro in bici sono molto cresciute nel corso di questi mesi e ci aspettiamo che il trend prosegua in questa direzione – sottolinea Gerard Albertengo, Ceo&Founder di Jojob -. Questo dimostra una sempre maggiore attenzione per la mobilità sostenibile, che trova un riscontro positivo da parte dei lavoratori”. Anche per questo la mobilità ciclabile deve essere sostenuta e incentivata, sia con le infrastrutture sia con la tecnologia. Perché ridurre l’uso dell’auto privata fa bene al portafoglio e all’ambiente.

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Il 23% dei domini preso di mira da attacchi informatici

Posted by Valentina Beretta on
Il 23% dei domini preso di mira da attacchi informatici

Quasi un quarto dei domini dei brand a livello mondiale è stato attaccato dai cyber criminali, con un impatto negativo sul giro d’affari per il 62% dei brand.

“I domini costituiscono il nucleo dell’azienda e l’identità del brand, e non è mai stato così importante proteggerli come in questo momento”, spiega Chrissie Jamieson, VP of marketing di MarkMonitor, azienda specializzata in protezione del brand aziendale.

Secondo l’ultimo report rilasciato dalla società, che ha coinvolto 700 decision maker compresi tra marketing, IT e uffici legali di Gran Bretagna, Stati Uniti, Germania, Francia e Italia, almeno metà del campione ritiene che la violazione del brand sia cresciuta durante l’anno passato. E il 46% afferma che le minacce informatiche hanno influenzato lo sviluppo della strategia dei domini.

La responsabilità del controllo dei domini è a compartimenti stagni

Il report ha evidenziato che la responsabilità del controllo e della sicurezza dei domini è a compartimenti stagni, con i reparti IT / sicurezza IT considerati responsabili per la gestione dei domini dal 46% degli intervistati, seguiti da Ufficio legale (16%), e Marketing (13%).

“È necessario sforzarsi maggiormente per mantenere protetto un brand online anziché interessarsi solamente ai domini – continua Jamieson -. Si tratta di mettere in atto un’ampia e olistica strategia di protezione del brand che si concentri su domini, frodi e altre forme di violazioni, e che coinvolga un numero elevato di dipartimenti all’interno dell’azienda”.

Molte organizzazioni non sono state proattive nella sicurezza

Sempre secondo il report, gli argomenti riguardanti la gestione dei domini più citati sono la sicurezza (56%), i costi (40%), e tenere traccia dei domini (34%). Queste problematiche sono accentuate dal fatto che non tutti i domini sono attivi, il 56% degli intervistati detiene fino a 100 domini, mentre solo il 18% afferma che più di tre quarti di questi sono attivi. Per di più, nonostante il 43% affermi che il dominio è parte vitale sia della crescita del brand sia della salvaguardia della fiducia del cliente, molte organizzazioni non sono state proattive nella gestione e nella loro sicurezza. Il 26% dei brand si affida solamente a un avviso per il processo di rinnovo, il 21% dispone di una sola persona che gestisce il processo, e soltanto il 25% ha un piano che include una collaborazione interdipartimentale.

L’impatto politico e legislativo sulla gestione del dominio

Il 39% dei brand ha poi affermato che la Brexit ha avuto un forte impatto sulla loro strategia di dominio, così come il General Data Protection Regulation (GDPR). Quasi la metà degli interpellati (46%) afferma che il GDPR ha avuto effetti sulla strategia di dominio, mentre il 18% sostiene che con queste novità trova più difficoltoso proteggersi contro le violazioni.

“Anche le problematiche politiche e legislative hanno avuto un impatto sulla gestione e sicurezza del dominio – aggiunge Jamieson -. È necessario che vengano considerate parte del programma della protezione del brand online dell’azienda, in modo che possano effettivamente limitare i rischi, fare leva sui benefici della rete e al tempo stesso proteggere gli asset cruciali”.

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L’Enea presenta il giardiniere “virtuale”

Posted by Valentina Beretta on
L’Enea presenta il giardiniere “virtuale”

Novità green per chi deve creare, allestire e gestire aree verdi in l’Italia. L’idea è il frutto di un progetto dell’Enea – Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile – che ha l’obiettivo di ridurre i costi di gestione delle aree verdi e il consumo di acqua, ma anche di scoprire eventuali utilizzi alternativi delle piante nell’alimentazione e nell’artigianato e i loro legami con l’arte, la letteratura, la musica e il territorio. Ecco Anthosart Green Tool, battezzato appunto come il nome del progetto Enea realizzato in in collaborazione con Forum Plinianum e Società Botanica Italiana e finanziato dal ministero dell’Istruzione. Si tratta di un innovativo strumento per progettare aree verdi con specie della flora d’Italia e per individuare quelle più idonee sulla base dell’area geografica e delle caratteristiche ambientali.

Disponibile gratuitamente per smartphone e tablet

Per chi fosse interessato, Anthosart Green Tool si scarica gratuitamente per smarthphone e tablet. Spiega Enea in una nota: “Questo giardiniere virtuale, pensato per vivaisti, progettisti, amministratori e privati cittadini, consente di selezionare un set di specie presenti nel nostro Paese tra le oltre 1.400 disponibili nel database per allestire spazi verdi ed accedere a un corredo di informazioni”. Per spiegare come funziona, basta inserire i dati relativi all’area geografica, altitudine d’interesse, tipo di infrastruttura da realizzare (aiuola, giardino roccioso, viale, ecc…), tipologia e colori preferiti, livello di luminosità, umidità e salinità del terreno: a questo punto il sistema presenta tutte le informazioni sulle specie più idonee, fotografie, schede botaniche, approfondimenti culturali, consigli e link. Questa iniziativa, oltre a migliorare le aree verdi e a facilitarne al gestione, vuole contribuire alla salvaguardia e alla valorizzazione della biodiversità nazionale e dei paesaggi urbani e alla riduzione dei danni indotti dall’introduzione di specie aliene.

Una grande opportunità per la progettazione del verde

“La ricchezza della nostra flora, con oltre 7mila specie, e la capacità di adattamento alle diverse caratteristiche ambientali del territorio, offre grandi opportunità per la progettazione del verde e risponde anche alle esigenze di diversificazione dell’offerta del settore vivaistico”, ha affermato Patrizia Menegoni della divisione Enea di Protezione e valorizzazione del territorio e del capitale naturale. “Giardini, bordure, aiuole, tetti e pareti verdi potranno divenire luoghi di collegamento tra le infrastrutture verdi e il paesaggio naturale per riportare la natura in città e costruire un verde urbano più sostenibile, migliorando anche la qualità della vita e il benessere delle persone”.

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Perchè un blog con questo nome strano?

Posted by Valentina Beretta on

Il termine “essay”, in inglese, significa “saggio”, inteso come scrittura. Ecco, questo blog vuole essere una semplice, modesta risorsa per tutti coloro che cercano informazioni sul web scritte in modo accurato, professionale e utile come base di riferimento per svolgere temi, tesi, convegni e quant’altro. Una nuova creatura nell’affollato panorama dei blog, italiani e non, che ha come mission quella di informare in modo trasparente e, sopratutto, affidabile: articoli scritti da noi e ispirati a notizie ed avvenimenti certi.

Spazieremo dalle tematiche economiche e quelle web, passando per consigli e suggerimenti legati al mondo dei consumi, del b2c e del b2b: mondo imprese, statistiche, novità sul mercato, social network, motori di ricerca, tendenze, riflessioni sul mondo sociale e politico. Ma il focus vuole essere proprio l’analisi degli scenari economici del nostro paese: siamo convinti che una corretta informazione guidi i consumi degli utenti, e consumi intelligenti sono in grado di spostare gli equilibri economici di un paese e, quindi, modificare il suo tessuto sociale. Ci riferiamo alla necessità di far emergere la qualità del prodotto, certo, ma anche la politica commerciale delle imprese che guardano al futuro, nel rispetto dei valori etici ed umani, e quelle che guardano esclusivamente al profitto immediato: perchè è da iniziative piccole come la nostra che partono i grandi cambiamenti.

Pensate se ci fossero 1.000, 10.000 o 100.000 blog come il nostro che promuovono, oltre ad una corretta informazione, le aziende, i servizi o i prodotti meritevoli di attenzione da parte del pubblico, stimolando a ragionare sul perchè affidarsi ad un marchio o ad una tipologia di consumo piuttosto che un’altra… Pensate quanto tutto questo potrebbe influenzare le abitudini di acquisto del pubblico che, ogni giorno, naviga sul web alla ricerca di un consiglio: perchè è questo che il web fa, risolve problemi e fornisce risposte. Ecco, vogliamo provarci anche noi: non siamo Google, certo, e forse non abbiamo neanche la possibilità di emergere tra le pagine del motore di ricerca, ma faremo del nostro meglio: e, sicuramente, quando leggerete questo blog, tornerete a navigare convinti di aver appreso qualcosa di interessante. Magari non in linea con ciò che vi aspettavate, o addirittura contrario alla vostra opinione, ma sicuramente interessante.

A presto quindi!

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