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Acquisti

Shopping natalizio: l’acquisto lo ispira il creator

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Shopping natalizio: l’acquisto lo ispira il creator

Se oltre 21 milioni di italiani (57%) quotidianamente prendono in considerazione un prodotto proposto dai creator, quanto peseranno quest’anno i social media sulle decisioni di acquisto per Natale e Black Friday? E chi sono gli acquirenti che spendono di più ispirati dai content creator?
Risponde l’analisi condotta da Pulse Advertising ed Eumetra nell’ambito dell’Osservatorio InSIdE. 

La prima differenza nell’uso dei social è generazionale: GenX e Boomer compiono una sorta di ‘percorso completo sul web’ tra suggerimenti di un prodotto sui social e ricerca del medesimo prodotto sul web in generale, per poi procedere all’acquisto.
Per Millennial e GenZ questo percorso non è così scontato, poiché oltre che per lo shopping, usano i social anche per entertainment e informazione.

Che social frequenta chi acquista di piú?

In termini di social che ispirano gli acquisti e convertono emerge la predominanza di Facebook trasversale in tutte le fasce di età, giovanissimi compresi.

Probabilmente la presenza della sezione ‘marketplace’ interna alla piattaforma aumenta la capacità di conversione reale. Questo, grazie a un percorso meno mediato, con passaggi più fluidi che non costringono a uscire dalla piattaforma, ma permettono di concludere l’acquisto in modo immediato e diretto.
GenX e Boomer sono tra gli utenti che maggiormente acquistano online anche su Instagram, mentre la GenZ acquista online lasciandosi ispirare senza fare differenza tra Instagram e TikTok.

Rapporto tra acquisti considerati ed effettivi

Nel Beauty più di due utenti su tre (68%) acquistano effettivamente dopo aver preso in considerazione (13%) il prodotto presentato sui social dal content creator, in particolare Millennials e meno GenZ.

Per quanto riguarda la categoria Food&Beverage, a fronte di una considerazione del prodotto simile a quella del Beauty (12%), scende al 55% la percentuale degli utenti social che concludono l’acquisto. Tra chi acquista referenze nel settore Food&Beverage è predominante la GenX.
Anche nella Moda è la GenX a determinare percentuali di conversione simili a quelle del Beauty, segno, forse, di una maggiore efficacia dei creator in questo settore, che d’altronde è stato anche il primo a esplorare la comunicazione sulle piattaforme social.

I livelli di conversione di Tech e Travel

La capacità di mostrare il prodotto indossato e magari anche combinato sapientemente con accessori e cromie studiate, lo rende immediatamente accattivante e più ‘vivo’ rispetto a uno scatto su e-com o indossato da un manichino.
Tech e Travel mostrano, invece, livelli di conversione buoni, ma inferiori a quelli di Beauty e Fashion.

Anche in questo caso, a trainare sono Millennials e GenX, con la GenZ più fredda. Ma se un prodotto Beauty, Moda o F&B ha dimensioni e prezzi ridotti a fronte di migliaia di referenze fra cui scegliere, su referenze tecnologiche o destinazioni di viaggio pesa un impegno di spesa nettamente maggiore. E una pianificazione dell’acquisto necessaria, oltre al vincolo decisionale legato anche ad altre variabili: periodo di ferie o prestazioni tecniche effettiva del prodotto.

Economia

Bonus Natale 2024: cosa è e chi può richiederlo

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Bonus Natale 2024: cosa è e chi può richiederlo

In questi giorni si sente molto parlare del cosiddetto Bonus Natale. Ma di cosa si tratta esattamente? Il Bonus Natale 2024, previsto dal decreto Omnibus, è un’agevolazione di 100 euro rivolta ai lavoratori dipendenti con un reddito complessivo non superiore a 28mila euro.

La circolare dell’Agenzia delle Entrate spiega i requisiti necessari per accedere a questa indennità e le modalità di richiesta. Il bonus sarà erogato con la tredicesima mensilità, ma, in caso di mancata erogazione, potrà essere recuperato attraverso la dichiarazione dei redditi del 2024.

I requisiti per ottenerlo
Per beneficiare del contributo, riferisce Adnkronos, è necessario soddisfare tre requisiti fondamentali. Innanzitutto il limite di reddito: quello complessivo non deve superare i 28mila euro nel 2024. Poi la capienza fiscale: l’imposta lorda deve essere superiore all’importo della detrazione per lavoro dipendente. Infine, la presenza di un figlio a carico: il lavoratore deve avere almeno un figlio fiscalmente a carico, indipendentemente dal proprio stato civile. Questo rappresenta una novità introdotta dal Dl 167, che semplifica l’accesso al bonus eliminando il precedente obbligo di essere coniugati o parte di un nucleo monogenitoriale.

I figli sono considerati fiscalmente a carico se: hanno meno di 24 anni e un reddito complessivo lordo fino a 4mila euro; hanno più di 24 anni e un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro.

Esclusioni e limitazioni
Il bonus non è cumulabile tra coniugi o conviventi. Se entrambi soddisfano i requisiti, l’indennità sarà concessa a uno solo dei due. Il lavoratore deve inoltre dichiarare, tramite autocertificazione, che il coniuge o convivente non abbia già beneficiato del bonus.

Come richiederlo
Il lavoratore deve presentare al proprio datore di lavoro un’autocertificazione attestante il possesso dei requisiti di reddito e familiari. Nel caso di conviventi, è necessario comunicare anche il codice fiscale del partner e certificare che quest’ultimo non abbia richiesto il bonus.

Chi ha già presentato la documentazione non deve ripetere la procedura, salvo modifiche nei requisiti.

Modalità di erogazione e recupero
Il bonus sarà erogato dal sostituto d’imposta con la busta paga di dicembre, in concomitanza con la tredicesima. Se il lavoratore, pur avendone diritto, non riceve il contributo, potrà recuperarlo presentando la dichiarazione dei redditi per l’anno 2024 entro il 2025.

Il Bonus Natale rappresenta un piccolo sostegno economico per le famiglie, volto a migliorare il potere d’acquisto durante il periodo delle festività.

Varie

Viaggi aerei, i passeggeri vogliono velocità e comodità

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Viaggi aerei, i passeggeri vogliono velocità e comodità

L’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA) ha pubblicato i risultati del sondaggio globale sui passeggeri per il 2024, evidenziando come i viaggiatori continuino a valorizzare la velocità e la comodità.

Secondo la ricerca, i passeggeri sono sempre più aperti all’uso dell’identificazione biometrica e alla gestione di alcune fasi del viaggio prima di arrivare in aeroporto, per rendere l’esperienza più fluida e piacevole.

Scelta dell’aeroporto e metodi di prenotazione

La posizione dell’aeroporto rimane un criterio fondamentale per i viaggiatori: il 68% considera la vicinanza la priorità assoluta, seguita dalla riduzione del tempo complessivo del viaggio (33%) e dal costo del biglietto (25%).

Sul fronte della prenotazione, la maggioranza (71%) preferisce acquistare online o tramite app mobili, con oltre la metà (53%) che utilizza direttamente le piattaforme delle compagnie aeree, mentre solo il 16% sceglie di interagire con personale umano.

Digitalizzazione dei pagamenti

Il sondaggio evidenzia una crescente preferenza per i pagamenti digitali. Circa il 79% dei passeggeri preferisce pagare con carta di credito o debito, mentre il 20% utilizza portafogli digitali e un 7% si affida a metodi di pagamento istantanei come IATA Pay. La praticità (70%) è la principale motivazione per la scelta del metodo di pagamento, seguita da vantaggi (39%) e sicurezza (33%).

Innovazione in aeroporto: biometria e niente perdite di tempo

I viaggiatori desiderano un’esperienza rapida e senza intoppi anche in aeroporto. Il 70% preferisce raggiungere il gate d’imbarco in meno di 30 minuti quando viaggia solo con bagaglio a mano, e il 74% si aspetta di non impiegare oltre i 45 minuti con un bagaglio registrato.

Per semplificare i processi di sicurezza e immigrazione, l’85% dei passeggeri è disposto a condividere dati come passaporto e visto in anticipo, e il 46% ha già utilizzato la biometria durante le procedure aeroportuali, con una soddisfazione dell’84%.

La tecnologia a servizio della mobilità

L’iniziativa One ID di IATA sfrutta l’identità digitale e la biometria per rendere il processo di imbarco più veloce e agevole. La maggior parte dei passeggeri si dice favorevole a utilizzare la biometria invece dei tradizionali passaporti e carte d’imbarco.

Inoltre, il 50% esprime preoccupazione per la sicurezza dei dati, desiderando maggiore trasparenza sulle modalità di protezione.

Giovani favorevoli alle innovazioni digitali

I viaggiatori sotto i 25 anni sono particolarmente entusiasti dell’uso della tecnologia. Il 51% preferisce i portafogli digitali per i pagamenti, mentre il 90% è interessato a utilizzare il proprio smartphone per la gestione di tutto il viaggio, dalla prenotazione ai controlli in aeroporto.

Economia

Analisi dei consumi e del PIL in Italia nel 2024: le differenze fra Nord e Sud

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Analisi dei consumi e del PIL in Italia nel 2024: le differenze fra Nord e Sud

Nel 2024 i consumi in Italia hanno superato i livelli pre-pandemia di circa 17 miliardi di euro, ma non mostrano una ripresa significativa rispetto al 2023, con un incremento limitato allo 0,5% rispetto all’1% dell’anno precedente.

Questa crescita moderata è in rallentamento in quasi tutte le Regioni, fatta eccezione per Liguria e Umbria, che registrano un incremento rispettivamente di 0,7% e 0,4%, e per il Molise, dove i consumi rimangono invariati.

Dinamica del PIL e disparità territoriali

Per quanto riguarda il Prodotto Interno Lordo (PIL), la stima di crescita per il 2024 è stata rivista al ribasso allo 0,8%, rispetto allo 0,9% stimato in agosto. A livello territoriale, il Sud Italia mostra una crescita del PIL superiore a quella del Nord (+1,2% contro +0,5%), pur mantenendo una situazione di fragilità nei consumi, che aumentano solo dello 0,4%, leggermente al di sotto dello 0,5% del Nord.

Il divario tra Nord e Sud è ulteriormente evidenziato dal PIL pro capite, con una differenza di oltre 18.000 euro: 21.714 euro al Sud contro i 39.786 euro del Nord.

Impatto demografico e rischi strutturali nel Mezzogiorno

Un altro elemento critico per il Mezzogiorno è il calo demografico. Tra il 2022 e il 2024, il Sud ha perso circa 161.000 abitanti, mentre il Nord ha guadagnato circa 125.000 unità. Questo fenomeno limita le potenzialità di sviluppo economico del Mezzogiorno, incidendo negativamente sulla sua capacità di crescita.

Consumi, redditi e fiducia: il freno è… tirato 

Nonostante l’aumento dei redditi reali, dovuto sia all’aumento dell’occupazione che alla riduzione dell’inflazione, i consumi stentano a riprendersi. Questa stasi del circuito redditi-fiducia-consumi rappresenta una delle criticità dell’attuale fase economica.

Anche con il contributo del turismo straniero, la variazione reale della spesa per il 2024 rimane esigua, con una crescita dello 0,5%, una percentuale insufficiente per rilanciare i consumi interni.

Convergenza economica tra Nord e Sud

L’analisi del PIL pro capite suggerisce un lento avvicinamento tra Nord e Sud, con un ridotto aumento di circa 350 euro reali pro capite nel biennio 2023-2024. Tuttavia, il divario rimane elevato, superando i 18.000 euro nel 2024.

Affinché il Sud possa ridurre significativamente questa distanza, è necessario che il suo tasso di crescita del PIL pro capite superi stabilmente quello del Nord, un obiettivo che, purtroppo, sembra ancora lontano a causa delle sfide strutturali, sia economiche che demografiche, che affliggono il Mezzogiorno.

Varie

I nuovi italiani: il Rapporto Censis sulle seconde generazioni di stranieri

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I nuovi italiani: il Rapporto Censis sulle seconde generazioni di stranieri

Con il Primo Quaderno sui nuovi italiani, giovani che hanno i genitori con un passato migratorio, il Censis avvia un nuovo progetto di ricerca.
In Italia risiedono oltre 5 milioni di cittadini stranieri, una minoranza consistente che vive nella quotidianità dei nostri territori, ma di cui si sa troppo poco.

In Italia negli ultimi vent’anni sono nati 1.881.180 figli di coppie formate da almeno un genitore straniero (17,7% del totale nati). E nell’ultimo anno i figli di almeno un genitore straniero sono stati 82.216 (20,9%).
In pratica, oggi un neonato su cinque ha almeno un genitore di origini straniere. Nell’anno scolastico 2023-2024 risultavano iscritti a scuola 931.323 alunni stranieri, l’11,6% del totale degli iscritti, quota che raggiunge il 13,7% nella scuola primaria e il 12,7% nella scuola dell’infanzia.

Italiani a tutti gli effetti non dimenticano il Paese d’origine

Il 77,4% dei giovani intervistati dal Censis è nato in Italia e il 22,6% è arrivato in età prescolare. Il 76,6% ha cittadinanza italiana, l’80,4% tra chi è nato in Italia. Il 23,4% ha la cittadinanza straniera, il 36,3% tra i nati all’estero. 
L’80,0% degli intervistati desidera apprendere la storia e le tradizioni del proprio Paese d’origine e il 91,0% lo ha visitato almeno una volta.

Con il Paese dei genitori hanno un rapporto profondo, alimentato dalla presenza sul posto di parenti (91,4%) e amici (72,8%).
Il legame con il proprio Paese di origine si traduce per l’80,2% in un sentimento di orgoglio e per il 49,4% nella consapevolezza di avere un valore aggiunto rispetto ai coetanei.

Sintesi di appartenenze multiple

Hanno un mondo di relazioni vario e complesso, in cui coesistono amicizie con giovani italiani e di origine straniera: il 92,8% ha amici italiani e l’89,4% stranieri.
Il 93,4% trascorre il tempo libero con gli amici, il 96,0% è attivo sui social media, il 71,8% ha/ha avuto una relazione sentimentale con un italiano/a.

Il mix culturale che caratterizza questi giovani determina, nel 45,4%, la percezione di possedere un’identità inedita, che integra elementi che provengono da altre culture con elementi propriamente italiani, mentre il 40,0% si sente solo italiano e il 14,6% sente di appartenere al Paese di origine.

Religione e razzismo

La religione, anche quella praticata, sembra mantenere centralità nei nuovi italiani. Il 78,0% ha una religione di appartenenza, il 22,0% si dichiara ateo o agnostico. Tra chi si definisce religioso, il 60,5% è anche praticante: dunque il 47,2% dei giovani di seconda generazione è praticante.

Il 52,2% dei giovani con un retroterra migratorio sostiene che gli italiani sono razzisti, il 62,4% ha subito comportamenti razzisti e il 26,0% li subisce tuttora. Inoltre, il 76,4% è convinto che gli stranieri abbiano maggiori difficoltà a trovare una casa, il 72,0% a trovare un lavoro e il 64,6% ritiene che siano pagati meno degli italiani.
Secondo il 57,8%, il colore della pelle è l’elemento che determina pregiudizio e discriminazione.

Economia

Noleggio auto: dopo un 2023 da record terzo trimestre 2024 in calo

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Noleggio auto: dopo un 2023 da record terzo trimestre 2024 in calo

Complessivamente, il settore del noleggio auto rappresenta il 25% del mercato automobilistico italiano, una percentuale che sottolinea l’importanza crescente di questo segmento nell’ecosistema della mobilità nazionale.

Nel terzo trimestre dell’anno però il noleggio auto mostra un calo complessivo delle immatricolazioni pari a -21,96%.
In particolare, il noleggio a lungo termine (NLT) è in forte sofferenza, con una quota di mercato che nel 2024 è scesa al 19,95% e un calo registrato siia su base trimestrale (-22,70%) sia su base annua (-16,45%).

Il noleggio a breve termine (NBT), invece, cala nel terzo trimestre (-14,98%) ma rimane positivo su base annua (+21,41%).
Sono i dati emersi dall’analisi congiunta dell’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici (ANIASA) e Dataforce, 

Previsioni positive per la fine dell’anno


Il mercato del noleggio veicoli in Italia sta attraversando una fase di transizione, caratterizzata da sfide significative, ma anche importanti opportunità di crescita e innovazione. La capacità del settore di adattarsi alle nuove dinamiche di mercato e contribuire al rinnovamento del parco auto nazionale, sarà cruciale per determinare il suo ruolo nell’evoluzione della mobilità in Italia. 

Nonostante il rallentamento delle immatricolazioni evidenziato nel penultimo trimestre del 2024, il settore è destinato a chiudere l’anno con un aumento della flotta veicoli, superando 1.350.000 unità in circolazione in Italia. Un dato che evidenzia la resilienza del settore e la sua capacità di adattarsi alle mutevoli condizioni di mercato.

NLT: predomina la clientela business

Un’analisi dettagliata del noleggio a lungo termine rivela però tendenze interessanti nella distribuzione tra clienti privati e aziendali.

Dopo un periodo di crescita tra il 2020 e il 2021, la quota di mercato dei privati ha subito una contrazione significativa nel 2022 e 2023. Tuttavia, il 2024 ha visto un timido segnale di ripresa, con la quota di mercato dei privati risalita al 15%.
Questo significa che nel 2024, 85 noleggi su 100 nel segmento del lungo termine sono appannaggio dei clienti aziendali. Nonostante le fluttuazioni recenti, il dato sottolinea la continua predominanza del settore business in questo mercato.

Prospettive future e sfide del mercato

Secondo Alberto Viano, Presidente di ANIASA, con oltre 10 milioni di vetture ante Euro 4 ancora in circolazione, il settore del noleggio può giocare un ruolo cruciale nell’accelerazione del ricambio del parco auto nazionale, promuovendo l’adozione di veicoli più moderni e meno inquinanti.

Inoltre, la Legge sulla Delega Fiscale e la prossima Legge di Bilancio offrono l’opportunità di allineare la fiscalità dell’auto aziendale italiana con quella degli altri Paesi europei. E un graduale riequilibrio fiscale, specialmente per le nuove vetture elettriche e ibride, potrebbe portare alla diffusione di questi veicoli nel parco nazionale.
ANIASA stima poi che le misure proposte per incentivare il settore potrebbero generare un ritorno sull’investimento del 50% per l’Erario.

Acquisti

Adolescenti e consumi: la GenAlpha spende in fast-food e fast-fashion e paga col cellulare

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Adolescenti e consumi: la GenAlpha spende in fast-food e fast-fashion e paga col cellulare

È un’indagine realizzata dalla startup francese di teen banking, Pixpay, nell’ambito del programma Teenage Lab a delineare il paniere degli acquisti degli adolescenti, i cosiddetti GenAlpha. E i nati dalla metà del 2010 consumano cibo fast-food, prediligono comprare capi di abbigliamento su Shein, amano pagare con Apple Pay e Google Pay e giocare ai videogiochi.

Quanto alla spesa per brand delle ragazze, ai primi tre posti si posizionano  Shein, McDonald’s e Apple, mentre i ragazzi prediligono McDonald’s, Apple e Playstation. 
In pratica, se dovessimo rinominare le diverse le generazioni a partire da cosa ‘consumano’ la Generazione Alpha sarebbe la Fast Generation.

I brand preferiti da ragazze e ragazzi

Nella top ten delle ragazze, decisamente ‘moda-centriche’, dopo Apple al quarto posto appare Deliveroo, seguito da Amazon, Subdued, Tezenis, Uber, Zara e Vinted.
I ragazzi invece si confermano ‘gamer’, con Google al quarto posto seguito da Deliveroo, Amazon, Vinted, Shein, Steam Games, Burger King. Complessivamente, le ‘paghette’ vengono spese principalmente in cibo (40%), di cui il 16% nei ristoranti, il 13% nei supermercati/alimentari e l’11% nei fast food.

Seguono, vestiti/accessori (21%), bellezza/benessere (6%), cultura, intrattenimento e media, tra cui libri, con una percentuale di poco sotto il 3%.
Le transazioni avvengono con la carta, soprattutto attraverso smartphone (a giugno il 45% dei pagamenti totali). Le ragazze utilizzano Apple Pay e Google Pay più frequentemente dei ragazzi.

Acquisti online e pochi risparmi

Gli adolescenti italiani fanno in media 4 pagamenti con la carta al mese (contro i 7 degli adolescenti francesi) per un importo medio della transazione pari a 12,25 euro.
In dettaglio, circa 2 transazioni nella fascia 10-12 anni, 4 transazioni in quella 12-14 anni, 5 transazioni per i 14-16enni e 5,5 transazioni per chi ha tra 16 e 18 anni. Inoltre, il 30% degli acquisti dei ragazzi sono realizzati online, mentre per le ragazze solo il 18%.

Sul fronte dei risparmi, solo l’11% dei ragazzi riesce a risparmiare un ‘tesoretto’ medio di 96 euro, raccolto durante i mesi di scuola. E in Italia i ragazzi risparmiano in media più delle ragazze: 108 euro contro 85.
Inoltre, il 41% riceva una paghetta regolare, settimanale o mensile. In Francia, il  54% e in Spagna attorno al 48%.

La paghetta è mensile o settimanale

Tra chi riceve una paghetta regolare, il 60% la riceve mensilmente e il 40% settimanalmente. La paghetta media programmata è di 35 euro per i 10-12enni, 43 per i 13-14enni, 58 per i 15-16enni fino ad arrivare a 76 per i 17-18enni.

Sommando anche le ricariche puntuali, riporta Ansa, l’importo medio aumenta per tutte le fasce d’età, con picchi significativi nei mesi di giugno, settembre e dicembre.
Il consiglio ai genitori? Programmare l’invio di una paghetta automatica settimanale o mensile, ma anche spingerli a fare qualche lavoretto per guadagnare qualche extra.
Oppure, creare ‘money mission’ che tengano conto di fattori quali la sostenibilità, le spese legate alle attività culturali e sportive.

Varie

Come vivono la sessualità i giovanissimi? Uno studio esplora il mondo dell’affettività

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Come vivono la sessualità i giovanissimi? Uno studio esplora il mondo dell’affettività

Webboh Lab, in collaborazione con l’istituto di ricerca Sylla e Farmitalia, ha realizzato un’indagine per comprendere le percezioni e le conoscenze dei giovani italiani riguardo alla sessualità e alla contraccezione. La ricerca ha coinvolto 500 ragazzi tra i 14 e i 17 anni attraverso una smart poll online, e ha rivelato quanto i giovani siano esposti a queste tematiche, grazie anche alla disponibilità di molteplici canali di informazione.

In generale, i ragazzi esprimono il desiderio di un’educazione sessuale più aperta, con meno tabù e maggiore trasparenza.

Le fonti di informazione più utilizzate

Dai dati emerge che i giovani consultano soprattutto gli amici (53,4%) e i social media (46%) per informarsi sulla sessualità, seguiti dalla scuola (43,2%) e dal web (40,4%). La famiglia appare solo al quinto posto con il 27,6%, mentre il medico o il consultorio sono indicati solo dal 5,6% dei partecipanti. Questi dati evidenziano come le relazioni tra pari e i canali digitali giochino un ruolo predominante nel fornire informazioni ai giovanissimi.

Il ruolo della scuola

L’educazione sessuale in ambito scolastico è considerata molto importante. Gli intervistati ritengono che dovrebbe essere affrontata con maggiore frequenza, soprattutto per quanto riguarda le malattie sessualmente trasmissibili (8,47 su 10), le relazioni e il consenso (8,40 su 10), i metodi contraccettivi (7,81 su 10) e l’anatomia del corpo umano (7,78 su 10). La scuola è vista come un luogo chiave per trattare questi argomenti, ma non l’unico.

Possibili miglioramenti nell’approccio alla sessualità

Secondo i partecipanti, l’educazione sessuale potrebbe essere migliorata attraverso varie iniziative, come una maggiore presenza di consulenti (7,87 su 10), il confronto con adulti (7,59 su 10) e l’accesso a risorse online affidabili (7,49 su 10). Il coinvolgimento della scuola rimane comunque una priorità, con un punteggio di 8,36 su 10.

La conoscenza dei metodi contraccettivi

La ricerca ha rivelato che il preservativo è il metodo contraccettivo più conosciuto dalla Gen Z (98,2%), seguito dalla pillola anticoncezionale (88,4%). Tuttavia, la conoscenza di altri metodi come la spirale (49,3%) e il coito interrotto (17%) è molto più limitata. Infine, il concetto di contraccezione d’emergenza è noto al 44,2% dei giovani, ma con una maggiore familiarità per la pillola del giorno dopo (86%) rispetto a quella dei 5 giorni dopo (41,8%).

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Phishing: quali sono le aziende globali nel mirino dei cybercriminali? 

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Phishing: quali sono le aziende globali nel mirino dei cybercriminali? 

Secondo una recente indagine di Kaspersky, le aziende globali più attaccate dai criminali informatici nel 2024 includono Google, Facebook e Amazon, confermando la loro posizione tra i principali bersagli per attacchi di phishing. Lo studio ha esaminato 25 grandi marchi, evidenziando come i tentativi di phishing siano aumentati di quasi una volta e mezza rispetto all’anno precedente.

Aumento degli attacchi: i dati del 2024

Nella prima metà del 2024, gli utenti hanno tentato di accedere a siti falsi che imitavano noti brand quasi 26 milioni di volte, un incremento del 40% rispetto allo stesso periodo del 2023. Questo aumento non è dovuto a una maggiore disattenzione da parte degli utenti, ma piuttosto a un’intensificazione delle attività criminali.

Google è risultato il marchio più colpito, con oltre 4 milioni di tentativi di phishing bloccati dalle soluzioni di sicurezza di Kaspersky. Seguono Facebook, con 3,7 milioni di tentativi, e Amazon con circa 3 milioni. Anche Microsoft e DHL sono stati tra i più bersagliati, rispettivamente con 2,8 e 2,6 milioni di attacchi. Altri brand come PayPal, Mastercard, Apple, Netflix e Instagram completano la top ten dei marchi più attaccati.

Minacce in crescita esponenziale

Alcuni marchi hanno visto un notevole aumento degli attacchi rispetto all’anno precedente. In particolare, Google ha registrato un incremento del 243% nei tentativi di phishing, mentre gli attacchi a Mastercard sono aumentati del 210%. Facebook e Netflix hanno entrambi raddoppiato il numero di attacchi subiti. Questo aumento si deve, in parte, alla possibilità di accedere a molteplici servizi attraverso un singolo account compromesso, come quello di Google. Nel caso delle carte di credito, la crescita è probabilmente legata alla proliferazione di falsi negozi online che sfruttano questo sistema di pagamento.

Nuovi obiettivi dei phisher

Oltre ai marchi più noti, anche altri brand stanno diventando sempre più oggetto di attacco. HSBC, ad esempio, ha visto un aumento di otto volte nei tentativi di phishing, raggiungendo 240.000 attacchi nel 2024, mentre eBay ha triplicato il numero di attacchi subiti, superando i 300.000. Anche Airbnb, American Express e LinkedIn hanno registrato significativi aumenti, rispettivamente del 174%, 137% e 122%.

Come difendersi 

Anche i brand meno noti possono diventare obiettivi di phishing, soprattutto se offrono prodotti o servizi molto richiesti. Kaspersky consiglia di monitorare costantemente la presenza online del proprio marchio, ricorrendo anche a fornitori di cybersicurezza per individuare rapidamente eventuali minacce. Informare i clienti sui canali ufficiali e segnalare pubblicamente i tentativi di phishing è fondamentale.

Inoltre, è essenziale raccogliere tutte le informazioni disponibili su eventuali domini o indirizzi IP fraudolenti e segnalare tempestivamente alle autorità competenti. Infine, incoraggiare i clienti a segnalare qualsiasi attività sospetta può aiutare a prevenire danni e proteggere la reputazione del marchio.

Varie

2023: anno record per i parchi divertimento italiani

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2023: anno record per i parchi divertimento italiani

Il 2023 si è rivelato un anno eccezionale per i parchi divertimento italiani, come confermato dall’ultimo Rapporto SIAE. Questo rapporto evidenzia il continuo miglioramento del settore, composto da circa 250 strutture tra parchi a tema, faunistici, acquatici e di avventura, rappresentati dall’Associazione Parchi Permanenti Italiani, parte di Federturismo Confindustria. Dopo un drastico calo durante la pandemia, il settore ha iniziato a riprendersi significativamente già nel 2021, con una crescita che si è intensificata nel 2022 e nel 2023 ha addirittura superato i livelli del 2019. Questo dimostra un aumento reale dell’interesse e della propensione all’acquisto da parte dei consumatori verso l’offerta di intrattenimento dei parchi.

Indicatori di crescita tutti in positivo

I principali indicatori monitorati da SIAE mostrano una crescita positiva. Il fatturato derivante dalla vendita dei biglietti è aumentato dell’11% rispetto al 2022, raggiungendo circa 348 milioni di euro. Anche le presenze sono salite del 6,39%, totalizzando 19.644.126 ospiti. Particolarmente significativo è l’aumento della spesa media per ospite, cresciuta del 4,2% rispetto al 2022 e del 30% rispetto al 2019.

Questo dato, superiore a quello di altri settori dello spettacolo e dello sport, riflette in parte l’andamento dei prezzi, che sono aumentati solo del 5%. La decisione di contenere gli aumenti sotto il tasso di inflazione si è rivelata vincente.

Aumentano offerta e giornate di apertura

Un driver fondamentale della crescita è stato l’aumento dell’offerta, misurato in giorni di apertura. Nel 2023, i giorni di apertura sono aumentati del 14% rispetto al 2022 e del 20% rispetto al 2019. I parchi a tema hanno sfruttato con successo periodi come l’autunno, le festività natalizie e il Carnevale, aumentando le giornate di attività.

Anche i parchi acquatici hanno esteso la loro attività oltre i tre mesi estivi, puntando su spettacoli, tematizzazione e servizi aggiuntivi, con particolare attenzione al benessere.

Un volano per il settore del turismo

Maurizio Crisanti, segretario nazionale dell’Associazione Parchi Permanenti Italiani, ha dichiarato: “I dati mostrano un settore particolarmente reattivo, composto da aziende e imprenditori che hanno scelto di investire nonostante la crisi di liquidità dovuta alle chiusure del 2020/21. Attrazioni innovative, servizi aggiuntivi e nuovi parchi hanno contribuito a mantenere e incrementare il flusso di visitatori, dimostrando una propensione del pubblico a spendere di più per esperienze di qualità”.

Questo trend è destinato a proseguire nel triennio 2024/27, con 450 milioni di euro già stanziati per mantenere alto il livello dell’offerta e renderla competitiva anche agli occhi della clientela straniera.

I grandi parchi sono destinazioni turistiche vere e proprie 

Il legame tra parchi divertimento e turismo è particolarmente rinforzato dal Rapporto SIAE. Il 64% delle visite si concentra nei mesi estivi, con agosto che rappresenta il 27% del totale. I parchi più grandi, come Leolandia, Caribe Bay, Gardaland e Mirabilandia, sono ormai destinazioni turistiche con un impatto economico rilevante sui territori locali.

Alcuni parchi attirano oltre il 50% dei visitatori dall’estero, contribuendo significativamente al flusso turistico nazionale e internazionale. Parallelamente, le strutture minori mantengono un ruolo importante a livello locale.

Il mercato è dominato dalle strutture del Nord Italia 

Le strutture del Nord Italia dominano il mercato con un volume di incassi da biglietteria di quasi 270 milioni di euro. Il Veneto si conferma leader, registrando un quarto delle presenze e oltre 143 milioni di incassi al botteghino. Seguono Emilia Romagna e Lombardia, quest’ultima in sensibile crescita. Significativa è anche la performance del Centro Italia, in particolare del Lazio, che registra il 13,8% dei visitatori nazionali e un aumento del 30,3% degli incassi rispetto al 2022. Il Sud e le Isole rappresentano rispettivamente l’8,8% e il 5,4% del totale nazionale.