Acquisti

Saldi invernali: un appuntamento imperdibile per il 75% degli italiani

Posted by Valentina Beretta on
Saldi invernali: un appuntamento imperdibile per il 75% degli italiani

Pronti allo shopping? I saldi invernali rappresentano uno dei momenti più attesi dell’anno per gli italiani, tanto che il 75% dei consumatori li considera un appuntamento fisso, se non irrinunciabile. Secondo un’indagine condotta dall’Osservatorio DoveConviene, app che aiuta a ottimizzare lo shopping, gli italiani vedono nei saldi un’occasione unica per risparmiare e concedersi qualche sfizio.

In un contesto economico caratterizzato da incertezza, la ricerca del risparmio diventa una priorità. Tanto che molti connazionali scelgono di aspettare i saldi per fare acquisti importanti o completare quelli natalizi.

Risparmio e pianificazione: le motivazioni principali

Circa 6 italiani su 10 dichiarano di posticipare regolarmente o occasionalmente gli acquisti per approfittare degli sconti invernali, anche per i regali di Natale. Per il 52% dei consumatori, i saldi rappresentano un’opportunità per comprare beni che altrimenti sarebbero fuori portata, mentre il 30% li utilizza per pianificare meglio le spese quotidiane e prendere prodotti essenziali a prezzi più bassi.

Sebbene il prezzo sia il fattore principale che guida gli acquisti, il 56% dei consumatori tiene conto anche di altri aspetti, come la qualità e l’utilità del prodotto, dimostrando una crescente consapevolezza.

Il negozio fisico resiste all’e-commerce

Nonostante la diffusione dello shopping online, i negozi fisici continuano a mantenere il loro appeal. L’indagine rivela che il 38% degli italiani preferisce acquistare esclusivamente in negozio, attratti dalla possibilità di vedere e toccare i prodotti.

Il 58% opta invece per una combinazione di acquisti online e offline, mentre solo il 4% sceglie un’esperienza completamente digitale, sottolineando l’importanza del contatto diretto con la merce in vendita.

Cosa si compra durante i saldi?

Tra le categorie più acquistate spiccano abbigliamento e calzature, preferiti dall’88% dei consumatori. Seguono gli articoli per la casa, che raccolgono il 48% delle preferenze, e i prodotti alimentari e gastronomici, scelti dal 39%. Al quarto posto si trova l’elettronica, con il 36% delle preferenze, mentre il beauty e la skincare chiudono la classifica con il 18%.

Per concludere, i saldi invernali non sono solo un’occasione per risparmiare, ma un appuntamento che combina tradizione, emozione e strategia. E per i consumatori italiani i saldi sono ormai diventati un vero e proprio evento fisso, da sfruttare al massimo. 

Economia

Italiani spaventati dal caro energia: come si attivano per consumare meno?

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Italiani spaventati dal caro energia: come si attivano per consumare meno?

Lo dimostrano i risultati del sondaggiocondotto da tado°, fornitore di soluzioni per la gestione energetica: l’85% degli italiani pensa che le bollette per i consumi energetici rimarranno elevate per almeno i prossimi tre anni.
Questa prospettiva preoccupa per l’impatto sul bilancio domestico, tanto che oltre la metà (53%) oggi è più consapevole, e preoccupata, dei costi per il riscaldamento rispetto a cinque anni fa.

Negli ultimi anni il crescente peso delle spese energetiche sul costo della vita ha messo in allarme molte famiglie italiane. Segno di una maggiore attenzione ai consumi, ma anche di uno scenario che non sembra destinato a cambiare.

Pannelli solari, “cappotti”, pompe di calore le soluzioni più gettonate

Per far fronte a questa situazione, il 64% degli intervistati manifesta l’intenzione di adottare misure per ridurre i consumi energetici nei prossimi anni.
Tra le soluzioni più gettonate figurano l’installazione di pannelli solari (20%), interventi di isolamento termico su finestre, pareti o tetti (19%) e l’adozione di pompe di calore (11%).

Questi investimenti non rappresentano solo una risposta alle difficoltà attuali, ma anche un’opportunità per migliorare l’efficienza energetica delle abitazioni e rendere più sostenibili i consumi. La volontà di intervenire dimostra come il caro energia stia spingendo sempre più italiani a cercare soluzioni innovative e durature per affrontare il problema.

Se il termostato è intelligente la bolletta è più leggera

Un’altra delle misure che può contribuire nella riduzione dei consumi è l’adozione di termostati intelligenti, i quali rappresentano una tecnologia efficacie per permettere la riduzione delle bollette del riscaldamento e dell’acqua calda di circa il 22%. 

Oltre la metà degli intervistati (51%) segnala la programmazione intelligente come la funzionalità preferita, seguita dalla possibilità di controllare il clima di ogni singola stanza in maniera separata (22%).
I termostati intelligenti e i termostati per radiatori, con opzioni cablate e wireless, sono compatibili con oltre il 95% delle case in Europa. Qualsiasi radiatore con valvola termostatica esistente può essere trasformato in un radiatore intelligente semplicemente sostituendo il termostato.

La soluzione è prendere il controllo dei consumi

Christian Deilmann, cpo e co-fondatore di tado°, sottolinea l’importanza di prendere il controllo dei consumi energetici per proteggersi dall’aumento dei costi.

Il sondaggio evidenzia infatti che la maggior parte degli italiani, così come l’80% dei cittadini europei, è consapevole di dover affrontare bollette energetiche elevate, manifestando una preoccupazione maggiore rispetto a cinque anni fa. Tuttavia, adottare semplici misure di risparmio energetico può contribuire a mitigare gli impatti finanziari.

Varie

PMI, come è percepita la formazione?

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PMI, come è percepita la formazione?

Solo il 51% delle piccole e medie imprese italiane considera la formazione parte integrante della strategia aziendale. Un altro 31% la ritiene rilevante, ma non strategica, mentre il restante 18% la limita agli obblighi normativi.

Ma soltanto il 15% valuta regolarmente le competenze del personale per definire percorsi formativi mirati, segnalando un divario tra la consapevolezza teorica e l’implementazione pratica. Inoltre, il 37% non pianifica la formazione e il 19% lo fa solo ogni due o tre anni, evidenziando una scarsa programmazione.

Formazione formale e informale: un mix necessario
Il 30% delle PMI non utilizza formazione strutturata, preferendo modalità informali come l’affiancamento a personale esperto (14%) o limitandosi alla formazione obbligatoria (16%).

Le imprese che adottano formazione formale si concentrano su competenze trasversali (41%), self management (32%) e tecnologie digitali (28%). Tuttavia, molti dichiarano difficoltà nel gestire la formazione durante l’orario di lavoro (40%) o lamentano la mancanza di strutture interne dedicate (32%).

La formazione e i ruoli aziendali
Tra le PMI che svolgono formazione formale, il 64% ne riconosce il valore per la competitività e il 42% per la fidelizzazione dei talenti. Nonostante ciò, il 53% non coinvolge dirigenti e quadri, figure essenziali per trasmettere orientamenti strategici.

Allo stesso modo, il 64% dei neoassunti non riceve formazione strutturata, limitandosi a semplici affiancamenti. Questo approccio può ridurre l’attrattività delle PMI per i giovani lavoratori, aprendo il dibattito sull’esigenza di percorsi dedicati.

Le criticità della formazione finanziata
Il 78% delle PMI ricorre alla formazione finanziata, principalmente tramite crediti d’imposta (39%) e fondi interprofessionali (33%). Tuttavia, la complessità burocratica (27%) e l’insufficienza dei fondi (23%) rappresentano ostacoli significativi.

I beneficiari principali sono impiegati (90%) e operai (57%), seguiti da quadri (48%) e dirigenti (24%). Solo il 17% delle imprese monitora regolarmente l’efficacia della formazione finanziata, indicando una consapevolezza limitata sul tema.

Per concludere
“La formazione finanziata è uno strumento cruciale per la competitività delle PMI, ma servono miglioramenti nei processi di accesso e progettazione, specialmente per coinvolgere dirigenti, quadri e giovani talenti”, afferma Claudio Rorato, direttore dell’Osservatorio Innovazione Digitale nelle PMI del Politecnico di Milano.

Acquisti

Shopping natalizio: l’acquisto lo ispira il creator

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Shopping natalizio: l’acquisto lo ispira il creator

Se oltre 21 milioni di italiani (57%) quotidianamente prendono in considerazione un prodotto proposto dai creator, quanto peseranno quest’anno i social media sulle decisioni di acquisto per Natale e Black Friday? E chi sono gli acquirenti che spendono di più ispirati dai content creator?
Risponde l’analisi condotta da Pulse Advertising ed Eumetra nell’ambito dell’Osservatorio InSIdE. 

La prima differenza nell’uso dei social è generazionale: GenX e Boomer compiono una sorta di ‘percorso completo sul web’ tra suggerimenti di un prodotto sui social e ricerca del medesimo prodotto sul web in generale, per poi procedere all’acquisto.
Per Millennial e GenZ questo percorso non è così scontato, poiché oltre che per lo shopping, usano i social anche per entertainment e informazione.

Che social frequenta chi acquista di piú?

In termini di social che ispirano gli acquisti e convertono emerge la predominanza di Facebook trasversale in tutte le fasce di età, giovanissimi compresi.

Probabilmente la presenza della sezione ‘marketplace’ interna alla piattaforma aumenta la capacità di conversione reale. Questo, grazie a un percorso meno mediato, con passaggi più fluidi che non costringono a uscire dalla piattaforma, ma permettono di concludere l’acquisto in modo immediato e diretto.
GenX e Boomer sono tra gli utenti che maggiormente acquistano online anche su Instagram, mentre la GenZ acquista online lasciandosi ispirare senza fare differenza tra Instagram e TikTok.

Rapporto tra acquisti considerati ed effettivi

Nel Beauty più di due utenti su tre (68%) acquistano effettivamente dopo aver preso in considerazione (13%) il prodotto presentato sui social dal content creator, in particolare Millennials e meno GenZ.

Per quanto riguarda la categoria Food&Beverage, a fronte di una considerazione del prodotto simile a quella del Beauty (12%), scende al 55% la percentuale degli utenti social che concludono l’acquisto. Tra chi acquista referenze nel settore Food&Beverage è predominante la GenX.
Anche nella Moda è la GenX a determinare percentuali di conversione simili a quelle del Beauty, segno, forse, di una maggiore efficacia dei creator in questo settore, che d’altronde è stato anche il primo a esplorare la comunicazione sulle piattaforme social.

I livelli di conversione di Tech e Travel

La capacità di mostrare il prodotto indossato e magari anche combinato sapientemente con accessori e cromie studiate, lo rende immediatamente accattivante e più ‘vivo’ rispetto a uno scatto su e-com o indossato da un manichino.
Tech e Travel mostrano, invece, livelli di conversione buoni, ma inferiori a quelli di Beauty e Fashion.

Anche in questo caso, a trainare sono Millennials e GenX, con la GenZ più fredda. Ma se un prodotto Beauty, Moda o F&B ha dimensioni e prezzi ridotti a fronte di migliaia di referenze fra cui scegliere, su referenze tecnologiche o destinazioni di viaggio pesa un impegno di spesa nettamente maggiore. E una pianificazione dell’acquisto necessaria, oltre al vincolo decisionale legato anche ad altre variabili: periodo di ferie o prestazioni tecniche effettiva del prodotto.

Economia

Bonus Natale 2024: cosa è e chi può richiederlo

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Bonus Natale 2024: cosa è e chi può richiederlo

In questi giorni si sente molto parlare del cosiddetto Bonus Natale. Ma di cosa si tratta esattamente? Il Bonus Natale 2024, previsto dal decreto Omnibus, è un’agevolazione di 100 euro rivolta ai lavoratori dipendenti con un reddito complessivo non superiore a 28mila euro.

La circolare dell’Agenzia delle Entrate spiega i requisiti necessari per accedere a questa indennità e le modalità di richiesta. Il bonus sarà erogato con la tredicesima mensilità, ma, in caso di mancata erogazione, potrà essere recuperato attraverso la dichiarazione dei redditi del 2024.

I requisiti per ottenerlo
Per beneficiare del contributo, riferisce Adnkronos, è necessario soddisfare tre requisiti fondamentali. Innanzitutto il limite di reddito: quello complessivo non deve superare i 28mila euro nel 2024. Poi la capienza fiscale: l’imposta lorda deve essere superiore all’importo della detrazione per lavoro dipendente. Infine, la presenza di un figlio a carico: il lavoratore deve avere almeno un figlio fiscalmente a carico, indipendentemente dal proprio stato civile. Questo rappresenta una novità introdotta dal Dl 167, che semplifica l’accesso al bonus eliminando il precedente obbligo di essere coniugati o parte di un nucleo monogenitoriale.

I figli sono considerati fiscalmente a carico se: hanno meno di 24 anni e un reddito complessivo lordo fino a 4mila euro; hanno più di 24 anni e un reddito complessivo non superiore a 2.840,51 euro.

Esclusioni e limitazioni
Il bonus non è cumulabile tra coniugi o conviventi. Se entrambi soddisfano i requisiti, l’indennità sarà concessa a uno solo dei due. Il lavoratore deve inoltre dichiarare, tramite autocertificazione, che il coniuge o convivente non abbia già beneficiato del bonus.

Come richiederlo
Il lavoratore deve presentare al proprio datore di lavoro un’autocertificazione attestante il possesso dei requisiti di reddito e familiari. Nel caso di conviventi, è necessario comunicare anche il codice fiscale del partner e certificare che quest’ultimo non abbia richiesto il bonus.

Chi ha già presentato la documentazione non deve ripetere la procedura, salvo modifiche nei requisiti.

Modalità di erogazione e recupero
Il bonus sarà erogato dal sostituto d’imposta con la busta paga di dicembre, in concomitanza con la tredicesima. Se il lavoratore, pur avendone diritto, non riceve il contributo, potrà recuperarlo presentando la dichiarazione dei redditi per l’anno 2024 entro il 2025.

Il Bonus Natale rappresenta un piccolo sostegno economico per le famiglie, volto a migliorare il potere d’acquisto durante il periodo delle festività.

Varie

Viaggi aerei, i passeggeri vogliono velocità e comodità

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Viaggi aerei, i passeggeri vogliono velocità e comodità

L’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (IATA) ha pubblicato i risultati del sondaggio globale sui passeggeri per il 2024, evidenziando come i viaggiatori continuino a valorizzare la velocità e la comodità.

Secondo la ricerca, i passeggeri sono sempre più aperti all’uso dell’identificazione biometrica e alla gestione di alcune fasi del viaggio prima di arrivare in aeroporto, per rendere l’esperienza più fluida e piacevole.

Scelta dell’aeroporto e metodi di prenotazione

La posizione dell’aeroporto rimane un criterio fondamentale per i viaggiatori: il 68% considera la vicinanza la priorità assoluta, seguita dalla riduzione del tempo complessivo del viaggio (33%) e dal costo del biglietto (25%).

Sul fronte della prenotazione, la maggioranza (71%) preferisce acquistare online o tramite app mobili, con oltre la metà (53%) che utilizza direttamente le piattaforme delle compagnie aeree, mentre solo il 16% sceglie di interagire con personale umano.

Digitalizzazione dei pagamenti

Il sondaggio evidenzia una crescente preferenza per i pagamenti digitali. Circa il 79% dei passeggeri preferisce pagare con carta di credito o debito, mentre il 20% utilizza portafogli digitali e un 7% si affida a metodi di pagamento istantanei come IATA Pay. La praticità (70%) è la principale motivazione per la scelta del metodo di pagamento, seguita da vantaggi (39%) e sicurezza (33%).

Innovazione in aeroporto: biometria e niente perdite di tempo

I viaggiatori desiderano un’esperienza rapida e senza intoppi anche in aeroporto. Il 70% preferisce raggiungere il gate d’imbarco in meno di 30 minuti quando viaggia solo con bagaglio a mano, e il 74% si aspetta di non impiegare oltre i 45 minuti con un bagaglio registrato.

Per semplificare i processi di sicurezza e immigrazione, l’85% dei passeggeri è disposto a condividere dati come passaporto e visto in anticipo, e il 46% ha già utilizzato la biometria durante le procedure aeroportuali, con una soddisfazione dell’84%.

La tecnologia a servizio della mobilità

L’iniziativa One ID di IATA sfrutta l’identità digitale e la biometria per rendere il processo di imbarco più veloce e agevole. La maggior parte dei passeggeri si dice favorevole a utilizzare la biometria invece dei tradizionali passaporti e carte d’imbarco.

Inoltre, il 50% esprime preoccupazione per la sicurezza dei dati, desiderando maggiore trasparenza sulle modalità di protezione.

Giovani favorevoli alle innovazioni digitali

I viaggiatori sotto i 25 anni sono particolarmente entusiasti dell’uso della tecnologia. Il 51% preferisce i portafogli digitali per i pagamenti, mentre il 90% è interessato a utilizzare il proprio smartphone per la gestione di tutto il viaggio, dalla prenotazione ai controlli in aeroporto.

Economia

Analisi dei consumi e del PIL in Italia nel 2024: le differenze fra Nord e Sud

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Analisi dei consumi e del PIL in Italia nel 2024: le differenze fra Nord e Sud

Nel 2024 i consumi in Italia hanno superato i livelli pre-pandemia di circa 17 miliardi di euro, ma non mostrano una ripresa significativa rispetto al 2023, con un incremento limitato allo 0,5% rispetto all’1% dell’anno precedente.

Questa crescita moderata è in rallentamento in quasi tutte le Regioni, fatta eccezione per Liguria e Umbria, che registrano un incremento rispettivamente di 0,7% e 0,4%, e per il Molise, dove i consumi rimangono invariati.

Dinamica del PIL e disparità territoriali

Per quanto riguarda il Prodotto Interno Lordo (PIL), la stima di crescita per il 2024 è stata rivista al ribasso allo 0,8%, rispetto allo 0,9% stimato in agosto. A livello territoriale, il Sud Italia mostra una crescita del PIL superiore a quella del Nord (+1,2% contro +0,5%), pur mantenendo una situazione di fragilità nei consumi, che aumentano solo dello 0,4%, leggermente al di sotto dello 0,5% del Nord.

Il divario tra Nord e Sud è ulteriormente evidenziato dal PIL pro capite, con una differenza di oltre 18.000 euro: 21.714 euro al Sud contro i 39.786 euro del Nord.

Impatto demografico e rischi strutturali nel Mezzogiorno

Un altro elemento critico per il Mezzogiorno è il calo demografico. Tra il 2022 e il 2024, il Sud ha perso circa 161.000 abitanti, mentre il Nord ha guadagnato circa 125.000 unità. Questo fenomeno limita le potenzialità di sviluppo economico del Mezzogiorno, incidendo negativamente sulla sua capacità di crescita.

Consumi, redditi e fiducia: il freno è… tirato 

Nonostante l’aumento dei redditi reali, dovuto sia all’aumento dell’occupazione che alla riduzione dell’inflazione, i consumi stentano a riprendersi. Questa stasi del circuito redditi-fiducia-consumi rappresenta una delle criticità dell’attuale fase economica.

Anche con il contributo del turismo straniero, la variazione reale della spesa per il 2024 rimane esigua, con una crescita dello 0,5%, una percentuale insufficiente per rilanciare i consumi interni.

Convergenza economica tra Nord e Sud

L’analisi del PIL pro capite suggerisce un lento avvicinamento tra Nord e Sud, con un ridotto aumento di circa 350 euro reali pro capite nel biennio 2023-2024. Tuttavia, il divario rimane elevato, superando i 18.000 euro nel 2024.

Affinché il Sud possa ridurre significativamente questa distanza, è necessario che il suo tasso di crescita del PIL pro capite superi stabilmente quello del Nord, un obiettivo che, purtroppo, sembra ancora lontano a causa delle sfide strutturali, sia economiche che demografiche, che affliggono il Mezzogiorno.

Varie

I nuovi italiani: il Rapporto Censis sulle seconde generazioni di stranieri

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I nuovi italiani: il Rapporto Censis sulle seconde generazioni di stranieri

Con il Primo Quaderno sui nuovi italiani, giovani che hanno i genitori con un passato migratorio, il Censis avvia un nuovo progetto di ricerca.
In Italia risiedono oltre 5 milioni di cittadini stranieri, una minoranza consistente che vive nella quotidianità dei nostri territori, ma di cui si sa troppo poco.

In Italia negli ultimi vent’anni sono nati 1.881.180 figli di coppie formate da almeno un genitore straniero (17,7% del totale nati). E nell’ultimo anno i figli di almeno un genitore straniero sono stati 82.216 (20,9%).
In pratica, oggi un neonato su cinque ha almeno un genitore di origini straniere. Nell’anno scolastico 2023-2024 risultavano iscritti a scuola 931.323 alunni stranieri, l’11,6% del totale degli iscritti, quota che raggiunge il 13,7% nella scuola primaria e il 12,7% nella scuola dell’infanzia.

Italiani a tutti gli effetti non dimenticano il Paese d’origine

Il 77,4% dei giovani intervistati dal Censis è nato in Italia e il 22,6% è arrivato in età prescolare. Il 76,6% ha cittadinanza italiana, l’80,4% tra chi è nato in Italia. Il 23,4% ha la cittadinanza straniera, il 36,3% tra i nati all’estero. 
L’80,0% degli intervistati desidera apprendere la storia e le tradizioni del proprio Paese d’origine e il 91,0% lo ha visitato almeno una volta.

Con il Paese dei genitori hanno un rapporto profondo, alimentato dalla presenza sul posto di parenti (91,4%) e amici (72,8%).
Il legame con il proprio Paese di origine si traduce per l’80,2% in un sentimento di orgoglio e per il 49,4% nella consapevolezza di avere un valore aggiunto rispetto ai coetanei.

Sintesi di appartenenze multiple

Hanno un mondo di relazioni vario e complesso, in cui coesistono amicizie con giovani italiani e di origine straniera: il 92,8% ha amici italiani e l’89,4% stranieri.
Il 93,4% trascorre il tempo libero con gli amici, il 96,0% è attivo sui social media, il 71,8% ha/ha avuto una relazione sentimentale con un italiano/a.

Il mix culturale che caratterizza questi giovani determina, nel 45,4%, la percezione di possedere un’identità inedita, che integra elementi che provengono da altre culture con elementi propriamente italiani, mentre il 40,0% si sente solo italiano e il 14,6% sente di appartenere al Paese di origine.

Religione e razzismo

La religione, anche quella praticata, sembra mantenere centralità nei nuovi italiani. Il 78,0% ha una religione di appartenenza, il 22,0% si dichiara ateo o agnostico. Tra chi si definisce religioso, il 60,5% è anche praticante: dunque il 47,2% dei giovani di seconda generazione è praticante.

Il 52,2% dei giovani con un retroterra migratorio sostiene che gli italiani sono razzisti, il 62,4% ha subito comportamenti razzisti e il 26,0% li subisce tuttora. Inoltre, il 76,4% è convinto che gli stranieri abbiano maggiori difficoltà a trovare una casa, il 72,0% a trovare un lavoro e il 64,6% ritiene che siano pagati meno degli italiani.
Secondo il 57,8%, il colore della pelle è l’elemento che determina pregiudizio e discriminazione.

Economia

Noleggio auto: dopo un 2023 da record terzo trimestre 2024 in calo

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Noleggio auto: dopo un 2023 da record terzo trimestre 2024 in calo

Complessivamente, il settore del noleggio auto rappresenta il 25% del mercato automobilistico italiano, una percentuale che sottolinea l’importanza crescente di questo segmento nell’ecosistema della mobilità nazionale.

Nel terzo trimestre dell’anno però il noleggio auto mostra un calo complessivo delle immatricolazioni pari a -21,96%.
In particolare, il noleggio a lungo termine (NLT) è in forte sofferenza, con una quota di mercato che nel 2024 è scesa al 19,95% e un calo registrato siia su base trimestrale (-22,70%) sia su base annua (-16,45%).

Il noleggio a breve termine (NBT), invece, cala nel terzo trimestre (-14,98%) ma rimane positivo su base annua (+21,41%).
Sono i dati emersi dall’analisi congiunta dell’Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici (ANIASA) e Dataforce, 

Previsioni positive per la fine dell’anno


Il mercato del noleggio veicoli in Italia sta attraversando una fase di transizione, caratterizzata da sfide significative, ma anche importanti opportunità di crescita e innovazione. La capacità del settore di adattarsi alle nuove dinamiche di mercato e contribuire al rinnovamento del parco auto nazionale, sarà cruciale per determinare il suo ruolo nell’evoluzione della mobilità in Italia. 

Nonostante il rallentamento delle immatricolazioni evidenziato nel penultimo trimestre del 2024, il settore è destinato a chiudere l’anno con un aumento della flotta veicoli, superando 1.350.000 unità in circolazione in Italia. Un dato che evidenzia la resilienza del settore e la sua capacità di adattarsi alle mutevoli condizioni di mercato.

NLT: predomina la clientela business

Un’analisi dettagliata del noleggio a lungo termine rivela però tendenze interessanti nella distribuzione tra clienti privati e aziendali.

Dopo un periodo di crescita tra il 2020 e il 2021, la quota di mercato dei privati ha subito una contrazione significativa nel 2022 e 2023. Tuttavia, il 2024 ha visto un timido segnale di ripresa, con la quota di mercato dei privati risalita al 15%.
Questo significa che nel 2024, 85 noleggi su 100 nel segmento del lungo termine sono appannaggio dei clienti aziendali. Nonostante le fluttuazioni recenti, il dato sottolinea la continua predominanza del settore business in questo mercato.

Prospettive future e sfide del mercato

Secondo Alberto Viano, Presidente di ANIASA, con oltre 10 milioni di vetture ante Euro 4 ancora in circolazione, il settore del noleggio può giocare un ruolo cruciale nell’accelerazione del ricambio del parco auto nazionale, promuovendo l’adozione di veicoli più moderni e meno inquinanti.

Inoltre, la Legge sulla Delega Fiscale e la prossima Legge di Bilancio offrono l’opportunità di allineare la fiscalità dell’auto aziendale italiana con quella degli altri Paesi europei. E un graduale riequilibrio fiscale, specialmente per le nuove vetture elettriche e ibride, potrebbe portare alla diffusione di questi veicoli nel parco nazionale.
ANIASA stima poi che le misure proposte per incentivare il settore potrebbero generare un ritorno sull’investimento del 50% per l’Erario.

Acquisti

Adolescenti e consumi: la GenAlpha spende in fast-food e fast-fashion e paga col cellulare

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Adolescenti e consumi: la GenAlpha spende in fast-food e fast-fashion e paga col cellulare

È un’indagine realizzata dalla startup francese di teen banking, Pixpay, nell’ambito del programma Teenage Lab a delineare il paniere degli acquisti degli adolescenti, i cosiddetti GenAlpha. E i nati dalla metà del 2010 consumano cibo fast-food, prediligono comprare capi di abbigliamento su Shein, amano pagare con Apple Pay e Google Pay e giocare ai videogiochi.

Quanto alla spesa per brand delle ragazze, ai primi tre posti si posizionano  Shein, McDonald’s e Apple, mentre i ragazzi prediligono McDonald’s, Apple e Playstation. 
In pratica, se dovessimo rinominare le diverse le generazioni a partire da cosa ‘consumano’ la Generazione Alpha sarebbe la Fast Generation.

I brand preferiti da ragazze e ragazzi

Nella top ten delle ragazze, decisamente ‘moda-centriche’, dopo Apple al quarto posto appare Deliveroo, seguito da Amazon, Subdued, Tezenis, Uber, Zara e Vinted.
I ragazzi invece si confermano ‘gamer’, con Google al quarto posto seguito da Deliveroo, Amazon, Vinted, Shein, Steam Games, Burger King. Complessivamente, le ‘paghette’ vengono spese principalmente in cibo (40%), di cui il 16% nei ristoranti, il 13% nei supermercati/alimentari e l’11% nei fast food.

Seguono, vestiti/accessori (21%), bellezza/benessere (6%), cultura, intrattenimento e media, tra cui libri, con una percentuale di poco sotto il 3%.
Le transazioni avvengono con la carta, soprattutto attraverso smartphone (a giugno il 45% dei pagamenti totali). Le ragazze utilizzano Apple Pay e Google Pay più frequentemente dei ragazzi.

Acquisti online e pochi risparmi

Gli adolescenti italiani fanno in media 4 pagamenti con la carta al mese (contro i 7 degli adolescenti francesi) per un importo medio della transazione pari a 12,25 euro.
In dettaglio, circa 2 transazioni nella fascia 10-12 anni, 4 transazioni in quella 12-14 anni, 5 transazioni per i 14-16enni e 5,5 transazioni per chi ha tra 16 e 18 anni. Inoltre, il 30% degli acquisti dei ragazzi sono realizzati online, mentre per le ragazze solo il 18%.

Sul fronte dei risparmi, solo l’11% dei ragazzi riesce a risparmiare un ‘tesoretto’ medio di 96 euro, raccolto durante i mesi di scuola. E in Italia i ragazzi risparmiano in media più delle ragazze: 108 euro contro 85.
Inoltre, il 41% riceva una paghetta regolare, settimanale o mensile. In Francia, il  54% e in Spagna attorno al 48%.

La paghetta è mensile o settimanale

Tra chi riceve una paghetta regolare, il 60% la riceve mensilmente e il 40% settimanalmente. La paghetta media programmata è di 35 euro per i 10-12enni, 43 per i 13-14enni, 58 per i 15-16enni fino ad arrivare a 76 per i 17-18enni.

Sommando anche le ricariche puntuali, riporta Ansa, l’importo medio aumenta per tutte le fasce d’età, con picchi significativi nei mesi di giugno, settembre e dicembre.
Il consiglio ai genitori? Programmare l’invio di una paghetta automatica settimanale o mensile, ma anche spingerli a fare qualche lavoretto per guadagnare qualche extra.
Oppure, creare ‘money mission’ che tengano conto di fattori quali la sostenibilità, le spese legate alle attività culturali e sportive.